{"id":21798,"date":"2023-07-04T14:54:01","date_gmt":"2023-07-04T14:54:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?page_id=21798"},"modified":"2023-07-04T14:55:03","modified_gmt":"2023-07-04T14:55:03","slug":"fra-damiano-da-cingoli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?page_id=21798","title":{"rendered":"Fra Damiano da Cingoli"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"21798\" class=\"elementor elementor-21798\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-813cc44 elementor-section-full_width elementor-section-stretched elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"813cc44\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\" data-settings=\"{&quot;stretch_section&quot;:&quot;section-stretched&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-f713b01\" data-id=\"f713b01\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5a5b565 elementor-widget elementor-widget-prime-slider-dragon\" data-id=\"5a5b565\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"prime-slider-dragon.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"bdt-prime-slider\">\n\t\t\t<div class=\"bdt-prime-slider-dragon\">\n\t\t\t\t<div class=\"bdt-position-relative bdt-visible-toggle\" id=\"bdt-5a5b565\" bdt-slideshow=\"{&quot;animation&quot;:&quot;fade&quot;,&quot;ratio&quot;:&quot;19080:800&quot;,&quot;min-height&quot;:400,&quot;autoplay&quot;:true,&quot;autoplay-interval&quot;:7000,&quot;pause-on-hover&quot;:false,&quot;velocity&quot;:1,&quot;finite&quot;:false}\">\n\t\t\t\t\t<ul class=\"bdt-slideshow-items\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<li class=\"bdt-slideshow-item bdt-flex bdt-flex-middle elementor-repeater-item-c100440\">\n\n\t\t\t<div class=\"bdt-ps-dragon-bg\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"bdt-ps-slide-img\"\n\t\t\t\t\t\t\tstyle=\"background-image: url('https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/damianosfascia.jpg')\"><\/div>\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t<div class=\"bdt-ps-dragon-slide-image\">\n\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"bdt-ps-slide-img\"\n\t\t\t\t\t\t\tstyle=\"background-image: url('https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/damianosfascia.jpg')\"><\/div>\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"bdt-overlay-default bdt-position-cover\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<div class=\"bdt-prime-slider-wrapper\">\n\t\t\t<div class=\"bdt-prime-slider-content\">\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"bdt-sub-title\">\n\n\t\t\t\t\t\t<h4 class=\"bdt-sub-title-inner\" data-bdt-slideshow-parallax=\"x: 100,-100; 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Era una delle poche famiglie, se non l\u2019unica, a non avere un palmo di terra.<\/p><p>Il boscaiolo, preoccupato per la situazione della famiglia, emigr\u00f2 in Argentina con la speranza di mettere da parte un gruzzoletto e comprare una manciata di terra che confinava col suo orto. Visto che non era possibile, torn\u00f2 a Pianmartino pi\u00f9 povero di quando era partito. A casa trov\u00f2 una sorpresa: il figlio Damiano voleva farsi frate e vi si preparava dormendo per terra con un mattone per cuscino. Ma era analfabeta. Rimedi\u00f2 il parroco don Raffaele Perugini che gli insegn\u00f2 a leggere, scrivere e far di conto. E, visto che era sveglio, anche i primi rudimenti della grammatica latina. \u201cOra va\u2019 pure in seminario\u201d gli disse. E Damiano si present\u00f2 in convento \u201cper diventare frate penitenziale e di preghiera\u201d, cio\u00e8 fratello laico. Il superiore sorrise e l\u2019anno dopo, 1892, lo avvi\u00f2 al noviziato come chierico. Sei anni dopo fu ordinato sacerdote dall\u2019arcivescovo di Fermo mons, Roberto Papini nella sua cappella privata.<\/p><p>Terminati gli studi di filosofia a Trieste e quelli di teologia a Fermo, dal 1900 al 1932, P. Damiano pass\u00f2 in quasi tutti i conventi delle Marche dopo aver fatto due richieste: una al padre provinciale e l\u2019altra al padre guardiano. Al primo garant\u00ec di essere disponibile \u201cper i conventi in cui nessuno vuole andare\u201d; al secondo chiese di affidargli \u201ci lavori pi\u00f9 pesanti\u201d.<\/p><p>Aveva chiesto di entrare in convento come \u201cfrate penitenziale\u201d e cominci\u00f2 subito: dormiva su due tavole nude; beveva acqua calda (che chiamava scherzosamente \u201cacqua di pentole\u201d), mangiava la minestra \u201ccondita\u201d di cenere; rifiutava decisamente carne e vino. A chi gli fece notare che quello stile di vita era il modo migliore per rovinarsi la vita, rispose in latino: \u201cEgo scio; ego scio; lo so, lo so\u201d. Ma non mutava vita. Quello che per gli altri era assurdo, per lui era naturale: camminare scalzo; fermarsi a parlare con i contadini; inginocchiarsi sulla strada accanto a un bestemmiatore (era intransigente con i bestemmiatori e con chi non santificava la festa), togliere dalle spalle di una donna un peso eccessivo e caricarlo sulle sue. Un giorno sent\u00ec bestemmiare un contadino seduto su un carro. Lo aspett\u00f2 in mezzo alla strada; e gli disse: \u201cNon si offende cos\u00ec Dio; scendi, inginocchiati e chiedigli perdono\u201d. L\u2019uomo stava per reagire; ma scese, si inginocchi\u00f2 vicino a lui, poi si alz\u00f2 lentamente, sfinito, come se avesse vangato un ettaro di terra.<\/p><p>Fin da piccolo P. Damiano percep\u00ec l\u2019esperienza della croce, dicendo a se stesso: Cristo soffre per causa mia. Pensiero che condivise con Fra Marcellino da Capradosso e Fra Giuseppe da Rapagnano quando visse con loro a Fermo. Ci fu chi sorrise, ma i pi\u00f9 li guardarono con un\u2019ammirazione che dura ancora e che non finisce di riferirsi a loro quando si parla del recupero \u201cdel vero spirito cappuccino\u201d.<\/p><p>Rigido con s\u00e9 stesso, era estremamente attento alle necessit\u00e0 degli altri, dentro e fuori convento. A Santa Vittoria in Matenano lastric\u00f2 da solo, pietra dopo pietra, la scorciatoia che collega il convento con il paese per comodit\u00e0 della gente; aiut\u00f2 i contadini a portare l\u2019elettricit\u00e0 nelle case; a canalizzare le acque sorgive; procur\u00f2 medicine ai malati e leccornie ai bambini. Nello stesso tempo insegnava una preghiera; educava alla bellezza della fede, alla purit\u00e0 del mistero cristiano; guariva le malattie suggerendo ai malati di bere un bicchiere d\u2019acqua; insisteva sulla frequenza alla confessione, il suo chiodo fisso, persuaso com\u2019era che l\u2019anima \u00e8 bella e santa perch\u00e9 amata da Dio. Qualsiasi anima; da quella della lavandaia a quella di Alberto del Fante, il massone convertito da P. Pio e suo primo biografo. Lo incontr\u00f2 in treno mentre tornava a Fermo e ne divenne il confidente e il padre spirituale. Del Fante gli port\u00f2 il dottor Giorgio Festa, il medico incaricato di esaminare le stimmate di P. Pio. Anche lui ne divenne un penitente assiduo e devoto.<\/p><p>\u201cSe \u00e8 morto da santo \u2013 ha scritto Egle Paoloni Caferri \u2013 \u00e8 perch\u00e9 era sempre pronto a confessare e perch\u00e9 conosceva i mezzi per convincere a farlo. A Pasqua andava a trovare gli uomini nei campi, nelle bettole, impaziente di vederli riconciliati con Dio. Quando riconsegnava un orologio aggiustato e gli era chiesto il prezzo, rispondeva: \u2018niente\u2019, ma vatti a confessare\u201d. Pochi, come P. Damiano, univano la\u00a0<em>passione<\/em>\u00a0per i diritti sacrosanti di Dio alla\u00a0<em>compassione<\/em>\u00a0per i doveri disattesi dagli uomini.<\/p><p>Devotissimo della Madonna, mor\u00ec il 24 agosto 1936, a ridosso della festa dell\u2019Assunzione. Nel 2002 fu aperto il Processo di Beatificazione che gli ha meritato il titolo di Servo di Dio.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SERVI DI DIO Fra Damiano da Cingoli Piammartino \u00e8 un grumo di case nel contado cingolano in cui il 6 maggio 1875 nacque Damiano Sfascia, figlio di un boscaiolo e di una casalinga impegnata a educare quattro figli e a zappare un orticello. 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