{"id":2153,"date":"2020-04-08T10:18:00","date_gmt":"2020-04-08T09:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=2153"},"modified":"2023-08-03T17:28:47","modified_gmt":"2023-08-03T17:28:47","slug":"una-pandemia-di-non-solo-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=2153","title":{"rendered":"Una pandemia non di solo dolore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>La produzione letteraria di Alessandro Manzoni svela la realt\u00e0 della \u201cprovvida sventura\u201d, del bene che sorge anche da un male oggettivo. Una chiave di lettura ripresa dallo stesso pontefice nella preghiera del 27 marzo scorso nella deserta piazza San Pietro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia del Coronavirus, che preoccupa il mondo intero, ha suggerito salutari riflessioni, a partire da Papa Francesco che, durante il Momento straordinario di Preghiera in Piazza San Pietro del 27 marzo scorso, nel meditato e ispirato messaggio <em>urbi et orbi<\/em>, ha richiamato tutti a riflettere sul terribile contagio. Tra l\u2019altro ha invitato l\u2019umanit\u00e0, \u201cfinora certa del proprio potere\u201d, a \u201cchiedere aiuto per la propria salvezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione \u201cprovvida sventura\u201d si legge nella nota tragedia <em>Adelchi<\/em>, scritta da Manzoni nel 1820-1822. Nell\u2019atto IV si trova il famoso <em>Coro<\/em> che descrive gli ultimi momenti della vita di Ermengarda, figlia del re dei longobardi Desiderio. And\u00f2 sposa a Carlo Magno, che poi la ripudi\u00f2, gettandola in una sofferenza indicibile. Mor\u00ec giovane in un monastero di monache nel 771, perdonando il suo sposo. Il coro rivolge alla morente questi nobili versi:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p><em>Leva all\u2019Eterno un candido <br> pensier d\u2019offerta e muori <br> fuor della vita \u00e8 il termine  <br> del lungo tuo martir.<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Ermengarda proveniva dalla stirpe dei longobardi, popolo violento e oppressore che il Manzoni chiama \u201crea progenie\u201d, ma finisce tra gli oppressi. Recita il coro:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Te colloc\u00f2 la<\/em> provvida<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;sventura<em> in fra gli oppressi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Manzoni considera la \u201csventura\u201d di Ermengarda \u201cprovvida\u201d, ossia permessa dalla divina Provvidenza, provvidenziale, perch\u00e9 le consente di riscattarsi e di porsi, non pi\u00f9 tra i brutali oppressori della propria razza, ma tra la moltitudine degli oppressi che, attraverso il dolore, sono giunti alla vita eterna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Questa visione dello scrittore si registra poco dopo la sua conversione al cristianesimo. La storia umana, in questo periodo della sua vita, \u00e8 da lui considerata come un \u201cteatro del male\u201d, per cui il dolore e la sofferenza diventano \u201cprovvidi\u201d, perch\u00e9, come per Ermengarda, riscattano ed elevano a Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche ne <em>Il<\/em> c<em>inque maggio <\/em>il Manzoniesprime una visione simile, affermando, riguardo a Napoleone, che nella morte, mentre tutti lo abbandonano, Dio \u00e8 con lui. Anche qui la morte \u00e8 vista come una \u201cprovvida sventura\u201d che redime e salva il celebre personaggio:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ahi! Forse tra tanto strazio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;Cadde lo spirto anelo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;e disper\u00f2; ma valida<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;venne una man da cielo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;e in pi\u00f9 sublime aere<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;pietosa il trasport\u00f2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ode si chiude con questi versi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il Dio che atterra e suscita<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>che affanna e che consola &nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sulla deserta coltrice<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&nbsp;accanto a lui pass\u00f2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In questa prima visione del Manzoni, sembrerebbe che solo con la morte si realizzi la Provvidenza divina. Ne <em>I Promessi Sposi<\/em> la concezione dello scrittore evolve a maturazione, perch\u00e9 attesta che la Provvidenza, non solo garantisce la vita ultraterrena, dopo la \u201csventura\u201d, ma si cala nella vita delle persone, rendendola migliore. Nel romanzo prevale questa visione: il male \u00e8 causa degli egoismi umani, ma Dio \u00e8 presente e non abbandona le sue creature e la fede nella Provvidenza permette di dare un senso alla storia umana e alla vita di ciascuno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/I_promessi_sposi_-_ch13-1024x919.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2982\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Impersona questa visione il cappuccino padre Cristoforo, il quale dice a Renzo e a Lucia, ormai prossimi alle sospirate nozze dopo tante avversit\u00e0: \u201cRingraziate il cielo che v\u2019ha condotti a questo stato, non per mezzo dell\u2019allegrezze turbolente e passeggere, ma co\u2019 travagli e tra le miserie per disporvi a un\u2019allegrezza raccolta e tranquilla\u201d (cap. XXXVI, 520).<\/p>\n\n\n\n<p>Sintomatiche sono anche le parole del cappuccino, rivolte a Renzo nel lazzaretto di Milano, davanti al giaciglio su cui \u00e8 disteso don Rodrigo morente: \u201cPu\u00f2 esser gastigo, pu\u00f2 essere misericordia\u201d (cap. XXXV, 390): \u201cgastigo\u201d per il comportamento riprovevole del morente che \u00e8 invitato al pentimento e all\u2019espiazione; \u201cmisericordia\u201d per la bont\u00e0 infinita di Dio che lo purifica attraverso la sofferenza e, con la sua grazia, lo rende degno della vita eterna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 a tutti nota la conclusione del romanzo, che \u00e8 \u201ccome il sugo di tutta la storia\u201d: \u201ci guai [\u2026] quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, li rende utili per una vita migliore\u201d (cap. XXXVIII, 520). \u201cI guai\u201d, dunque, sono <em>provvidi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia \u00e8 una <em>sventura<\/em>, perch\u00e9 genera dolore fisico nei contagiati e spesso morte, e genera sofferenza nei congiunti, che non possono assisterli e consolarli con il loro affetto e con la partecipazione orante ai loro funerali. Questa sofferenza \u00e8 stata messa in risalto pi\u00f9 volte dall\u2019augusta parola di Papa Francesco, che si sente profondamente compartecipe della tremenda situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia, per\u00f2, pu\u00f2 essere vista anche come <em>provvida<\/em>, non in s\u00e9 stessa, perch\u00e9 \u00e8 un male fisico gravissimo, ma per alcuni effetti benefici che ne possono derivare.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzitutto va messa in evidenza la commovente solidariet\u00e0 verso i colpiti dal contagio, a partire da medici, infermieri e personale sanitario, che in gran numero hanno dato la propria vita per assisterli. Papa Francesco li ha definiti \u201cgli eroi della porta accanto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme a loro sono morti, nell\u2019assistenza pastorale agli infermi, numerosissimi sacerdoti, imitando proprio il padre Cristoforo de <em>I Promessi Sposi<\/em> &#8211; personaggio germinalmente storico, dal cognome Picenardi, originario di Cremona &#8211; che mor\u00ec assistendo gli appestati nel lazzaretto di Milano nel 1630, insieme con altri confratelli (cf. G. Santarelli, <em>I Cappuccini nel romanzo manzoniano<\/em>, Milano, Universit\u00e0 Cattolica, 1971).<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre la pandemia ha suggerito riflessioni benefiche, a partire dall\u2019impotenza umana davanti un evento cos\u00ec disastroso. Il Papa, nel citato messaggio, tra l\u2019altro ha detto: \u201cLa tempesta smaschera la nostra vulnerabilit\u00e0 e lascia scoperte quelle false sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato osservato che \u201cla tempesta del coronavirus ha smascherato l\u2019insostenibilit\u00e0 di un sistema economico che \u00e8 causa di disuguaglianze profonde, a livello sia planetario sia locale. La spesa militare ha continuato a crescere mentre il servizio sanitario nazionale \u00e8 stato sottoposto a continui tagli di bilancio\u201d. Ed \u00e8 stato notato che nel contempo essa pu\u00f2 favorire la nascita di \u201cuna nuova fraternit\u00e0 universale di cui tanto parla il Papa\u201d (Pino Di Luccio, <em>Avvenire<\/em>, 9 aprile 2020, p. 4).<\/p>\n\n\n\n<p>Piace concludere questa riflessione con le parole di Papa Francesco, pronunciate nel messaggio del 27 marzo scorso: \u201c\u00c8 il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ci\u00f2 che \u00e8 necessario da ci\u00f2 che non lo \u00e8. \u00c8 il tempo di impostare la rotta della vita verso di Te, o Signore, e verso gli altri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Papa scorge in questo tempo di prova un\u2019occasione propizia di conversione per tutti, non solo religiosa, ma anche politica, sociale e umana. In tal senso, la pandemia &#8211; che si auspica sia totalmente estinta quanto prima \u2013 pu\u00f2 diventare <em>provvida. <\/em>Resta sempre valido il principio secondo cui Dio sa trarre il bene anche dal male.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La produzione letteraria di Alessandro Manzoni svela la realt\u00e0 della \u201cprovvida sventura\u201d, del bene che sorge anche da un male oggettivo. 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