{"id":22775,"date":"2024-04-24T06:00:00","date_gmt":"2024-04-24T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=22775"},"modified":"2023-11-29T14:00:16","modified_gmt":"2023-11-29T14:00:16","slug":"la-regola-bollata-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=22775","title":{"rendered":"LA REGOLA BOLLATA"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La grazia del lavoro<br><em>Fra Pietro Maranesi<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Il tema affrontato nel quinto capitolo \u00e8 in stretta continuit\u00e0 con il precedente nel delineare l\u2019altro aspetto della scelta sociale effettuata da Francesco e dai suoi di voler appartenere alla condizione degli ultimi della societ\u00e0. Come questi infatti, anche i frati avevano deciso non solo di non avere denaro con cui assicurarsi il futuro, ma anche di <strong>lavorare con le loro mani per sovvenire ai propri bisogni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Particolare e sorprendente \u00e8 la definizione data da Francesco a tale scelta: lavorare \u00e8 una \u201cgrazia donata da Dio\u201d (v. 1). Con ci\u00f2 egli ribaltava il giudizio negativo assegnato in quel tempo alla condizione del lavoro manuale, legato in particolare alla fatica dei campi e svolto dai servi della gleba, coloro che erano senza diritti e sottomessi a tutti. Parlare di grazia costituiva un cambiamento radicale delle prospettive: quell\u2019attivit\u00e0 cos\u00ec disprezzata era invece sacra, perch\u00e9 ripiena della grazia con cui Dio accompagnava la fatica degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale coscienza di sacralit\u00e0 avrebbe dovuto permettere ai frati di vivere il lavoro con due atteggiamenti complementari: \u201ccon fedelt\u00e0 e devozione\u201d (v. 1). Per \u201cfedelt\u00e0\u201d si pu\u00f2 intendere la disponibilit\u00e0 a sottomettersi ad esso anche quando si trasforma in fatica, e ogni giorno ti chiede di riconfermare la tua sollecitudine ad abbracciarlo. Al contempo, viverlo come grazia ti permette di accoglierlo con \u201cdevozione\u201d, cio\u00e8 con un cuore allegro, consapevole che stai partecipando alla costruzione di un mondo migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro allora perch\u00e9 il Santo di Assisi esorti i frati lavoratori a \u201cnon spegnere lo spirito della santa orazione e devozione\u201d (v. 2). La loro sottomissione al lavoro rester\u00e0 un tempo sacro e umano solo se si lascer\u00e0 illuminare dallo spirito che viene dal Signore; grazie ad esso, infatti, <strong>\u00e8 possibile rendere il lavoro luogo di servizio e di collaborazione, e non di conflitto e di puro guadagno.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 proprio questo spirito di orazione e di devozione a fare poi della ricompensa ottenuta anche un bene partecipato: \u201cper s\u00e9 e per i loro fratelli\u201d (v. 3). Il lavoro costituisce, dunque, per Francesco un momento speciale non solo per costruire la personale identit\u00e0 evangelica ma anche per realizzare la dimensione comunitaria e fraterna della vita. Soltanto allora il lavoro diventer\u00e0 una grazia aumentata e moltiplicata, perch\u00e9 condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tratto dal mensile di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.frateindovino.eu\/il-mensile\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Frate Indovino (supplemento Voce Serafica Assisi)<\/a>\u00a0\u2013 fasc. 06-2023<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grazia del lavoroFra Pietro Maranesi Il tema affrontato nel quinto capitolo \u00e8 in stretta continuit\u00e0 con il precedente nel delineare l\u2019altro aspetto della scelta sociale effettuata da Francesco e dai suoi di voler appartenere alla condizione degli ultimi della societ\u00e0. 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