{"id":2997,"date":"2020-10-30T22:38:43","date_gmt":"2020-10-30T21:38:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=2997"},"modified":"2023-08-03T17:27:45","modified_gmt":"2023-08-03T17:27:45","slug":"testimonianza-dalla-missione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=2997","title":{"rendered":"Testimonianza dalla missione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><br>Fu tra i primi quattro frati cappuccini che inaugurarono la presenza del nostro Ordine in Benin nel 1987. Fra Vincenzo Febi, dopo 33 anni di lavoro pastorale, ci offre la sua testimonianza.<br>Intervista a fra Vincenzo Febi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Pace a te, Fra Vincenzo. Raccontaci com\u2019\u00e8 nata la tua vocazione sacerdotale religiosa.<\/strong><br>La mia vocazione, senza mentire, \u00e8 sbocciata per volont\u00e0 di Dio. Ero un ragazzo di appena 13 anni e incontrando un frate, fra Marcellino da Fermo, questi mi parl\u00f2 della vita dei frati e mi fece la proposta di andare nel collegio dei frati cappuccini, ma io dissi subito: \u201cNo, non \u00e8 per me\u201d. Avevo lasciato la scuola con le vacanze di natale 1960. E l\u2019incontro con il frate \u00e8 avvenuto nel mese di marzo del \u201961. Questo frate non si dette per vinto; non so perch\u00e9, ma era tanto convinto che io potessi essere stato scelto dal Signore per essere un frate minore cappuccino, che and\u00f2 a parlare con il mio parroco, Don Abramo Levantesi. Fra Marcellino riusc\u00ec sicuramente a convincerlo perch\u00e9 una domenica, dopo la messa, il parroco mi chiama e mi dice chiaro-chiaro: \u201cDevi andare!\u201d. \u201cMa Reverendo, ho lasciato la scuola e non voglio riprenderla\u201d, dissi io; e lui mi rispose: \u201cIn seminario ritroverai la voglia di studiare\u201d. E sono partito! Era il 15 settembre 1961. Non ho mai rimpianto questi due incontri provvidenziali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_0058-680x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2998\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 la scelta di andare in Benin?<\/strong><br>Devo dire che ascoltare i nostri confratelli missionari marchigiani che da tanti anni erano partiti per lo stato di Bahia in Brasile mi aveva sempre scaldato il cuore e mi infervoravo all\u2019idea di essere anche io un missionario. L\u2019occasione arriv\u00f2 quando il Ministro generale del nostro Ordine chiese ai frati cappuccini delle Marche di andare in Benin per impiantare l\u2019ordine in quella giovane Chiesa africana. Da notare che in quel piccolo Paese, antica colonia portoghese e poi francese, c\u2019era una diffusa devozione a santi di origine francese, questo lo si pu\u00f2 capire, ma avevano &#8211; e hanno &#8211; anche un\u2019inspiegabile devozione al nostro confratello cappuccino p. Pio da Pietrelcina. Furono proprio il vescovo di Cotonou Christophe Adimou e il suo coadiutore Mons. de Souza a bussare alla porta della nostra Curia generale in via Piemonte, a Roma, per chiedere un\u2019equipe di frati. In ogni caso, l\u2019occasione per realizzare il mio sogno missionario divenne storia nel 1987. Ero gi\u00e0 sacerdote da pi\u00f9 di dieci anni e vice parroco alla parrocchia San Francesco di Ancona. Quando mi si prospett\u00f2 questa occasione non me la lasciai scappare: il tempo di terminare il giro annuale delle benedizioni delle famiglie &#8211; Pasqua dell\u201987 &#8211; e andai in Francia per lo studio della lingua francese. Successivamente arriv\u00f2 il momento della partenza e il giorno dell\u2019apertura ufficiale della nostra presenza a Cotonou, capitale economica del Benin: erano le ore 21 del 4 ottobre 1987.<br><strong>I momenti pi\u00f9 difficili di questi 33 anni?<\/strong><br>Faccio veramente molta fatica a pensare a momenti difficili in questi anni vissuti in Benin. Non dico che tutto sia stato facile, tutt\u2019altro, ma fin dalla mia ordinazione sacerdotale ho sempre lavorato in parrocchia e la stessa cosa ho sempre fatto in Benin. Si potrebbe dire che, cambiando latitudine, ho avuto sempre quello che per me \u00e8 un grande dono: stare in mezzo alla gente. Non \u00e8 stato facile capirsi con la mentalit\u00e0 locale che non sempre si concilia bene con la mentalit\u00e0 del Vangelo. Inoltre ci sono state le normali incomprensioni con le persone e con i collaboratori pastorali, anche a causa della lingua.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSCF3873-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3002\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>I momenti, invece, pi\u00f9 belli?<\/strong><br>Faccio molta fatica anche a individuare dei momenti particolarmente belli, e senza retorica posso dire che tutti i momenti di questi 33 anni di missione sono stati belli. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, appena sbarcato nel paese con gli altri tre confratelli (fra Vittore Fiorini, fra Mario Capriotti, fra Giansante Lenti) mi sono trovato subito a mio agio. Da notare che dopo solo 40 giorni dal nostro arrivo sono stato il primo a prendere la malaria, ma poi non l\u2019ho pi\u00f9 presa fino ad oggi. Pi\u00f9 bello di cos\u00ec?<br>Altri momenti bellissimi sono stati quando ho liberato alcuni bambini dai \u201cconventi\u201d dei \u201cFeticci\u201d, luoghi di formazione per gli adepti. Purtroppo alcuni bambini vengono avviati loro malgrado alla pratica di alcuni culti locali che potremmo genericamente definire \u201cfeticisti\u201d. Questi bambini vivono lontani dalle loro famiglie, spesso in una condizione di segregazione e privi di formazione scolastica. Da notare che questi bambini vengono a volte rubati. Come si sa, tutte le religioni hanno momenti di festa e cerimonie e in queste occasioni rubano i bambini gettando loro una reta addosso e poi dicono che \u00e8 il \u201cFeticcio\u201d a sceglierli. Molte famiglie, soprattutto cristiane, non vogliono e allora fanno ricorso al parroco per aiutarli a recuperare i loro figli. E qui comincia la lotta tra il prete e il feticista, quello che loro comunemente chiamano \u201clo stregone\u201d. Tre volte son stato convocato in tribunale per questi casi e due volte minacciato, ma Dio \u00e8 sempre con i suoi fedeli. Alla base di tutto ci sono situazioni di grande povert\u00e0 e di emarginazione che spingono i genitori ad affidare i loro bambini a queste comunit\u00e0 molto discutibili.<br>Anche per queste situazioni mi sono sentito provocato a realizzare delle case d\u2019accoglienza per bambini e bambine adolescenti, orfani o comunque in situazioni di disagio familiare. Iniziai in modo molto artigianale, affidando pochi bambini a una coppia di sposi cristiani. Successivamente la Provvidenza, tramite il grande cuore di molti benefattori, ci ha permesso di allargare la nostra accoglienza realizzando l\u2019attuale Casa di Accoglienza \u201cRainbow\u201d a Djeffa, altre piccole strutture per sostenere la scolarizzazione di tanti fanciulli\/e, sulla soglia della povert\u00e0 o poveri del tutto. Oggi abbiamo tre case di accoglienza per queste situazioni: una per le elementari, la seconda per i ragazzi e la terza per le ragazze. Non parliamo poi di tante ragazze dai 15 ai 22 anni salvate da matrimoni forzati con uomini molto pi\u00f9 anziani di loro, tutto questo a causa della povert\u00e0. Per noi missionari questo impegno \u00e8 per la Gloria di Dio e il Regno dei Cieli.<br>Penso poi alla gioia di aver fondato due parrocchie con numerosi giovani che hanno abbracciato la vita sacerdotale e religiosa, compresa la nostra vita francescano-cappuccina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_1458.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3001\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong><br>Hai mai avuto nostalgia dell\u2019Italia o di qualcosa in particolare?<\/strong><br>Nessun rimpianto particolare, ma il bel ricordo \u2013 con un pizzico di nostalgia \u2013 per i tanti amici conosciuti a Montegiorgio, a Pietrarubbia, ad Ancona. Proprio a causa dell\u2019attivit\u00e0 parrocchiale che ha assorbito tutto l\u2019arco del mio ministero sacerdotale, ho avuto modo di conoscere molti giovani che nel tempo sono divenuti delle belle famiglie. Ecco perch\u00e9 noi missionari, quando ogni due anni rientriamo in Italia per un periodo di riposo, molto ci prodighiamo in visite e incontri nei luoghi dove abbiamo vissuto e operato. Non si tratta solo di ritrovare vecchie amicizie, ma anche di far appassionare al mondo delle Missioni tanti fratelli con cui si sono condivisi anni di vita e di esperienze. E questa amicizia si trasforma in solidariet\u00e0. Tanti amici ci seguono e ci aiutano nelle opere caritative.<br><strong>Qual \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 bello della fede cristiana in Benin?<\/strong><br>L\u2019aspetto pi\u00f9 bello della fede in Benin \u00e8 la fedelt\u00e0 nel vivere la Parola del Vangelo con tutti gli insegnamenti della Chiesa. Ci sono uomini e donne che preferiscono lasciare la famiglia piuttosto che rinnegare la fede, e ci sono casi contrari: persone che sono cacciate dalla famiglia stessa. Se hanno un lavoro vivono. Altri sono aiutati dalla Caritas, secondo i bisogni di ciascuno, per trovare un lavoro e un pezzo di pane. Bisogna fare molta attenzione perch\u00e9 non tutti dicono la verit\u00e0. Tante buone famiglie aiutano la Caritas con doni e per trovare loro un lavoro. Questo ci fa piacere, perch\u00e9 esprimono la loro fede e partecipano ai bisogni dei poveri. I cristiani sono pochi in rapporto alla popolazione, ma sono stimati da tutti per la testimonianza che danno. Nelle parrocchie ci sono molti gruppi di preghiera, molte corali, molti gruppi di giovani e di ragazzi. Personalmente, anche se non ho studiato molto, sono fiero del lavoro che riesco a fare per questa Chiesa, insieme ai miei confratelli. I vescovi ci apprezzano e nelle loro Diocesi attendono il nostro arrivo; il punto \u00e8 che in tutto il Paese le diocesi sono 10 e per il momento noi siamo presenti soltanto in quattro di queste. Si sente veramente forte l\u2019appello di Ges\u00f9: \u201cLa messe \u00e8 molta, ma gli operai sono pochi\u201d (Lc 10,2). <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/DSC_0850.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3000\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu tra i primi quattro frati cappuccini che inaugurarono la presenza del nostro Ordine in Benin nel 1987. Fra Vincenzo Febi, dopo 33 anni di lavoro pastorale, ci offre la sua testimonianza.Intervista a fra Vincenzo Febi Pace a te, Fra Vincenzo. 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