{"id":3075,"date":"2020-11-24T17:30:00","date_gmt":"2020-11-24T16:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3075"},"modified":"2023-08-03T17:27:29","modified_gmt":"2023-08-03T17:27:29","slug":"novita-nella-continuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3075","title":{"rendered":"Novit\u00e0 nella continuit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><br>Nella logica di una crescita organica, tre giovani frati beninesi sono chiamati a sviluppare il seme del carisma francescano che nel 1987 quattro confratelli marchigiani gettarono in quel suolo che si \u00e8 rivelato poi terreno fecondissimo.<br>di fra Michel Gon\u00e7alves<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>\u201cIl vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene n\u00e9 dove va: cos\u00ec \u00e8 chiunque \u00e8 nato dallo Spirito\u201d (Gv 3,8). Come nelle parole di Ges\u00f9 dette al fariseo Nicodemo,\u00a0cos\u00ec \u00e8 accaduto durante l\u2019VIII capitolo elettivo della Custodia dei Frati Minori Cappuccini del Benin \u201cSan Pio da Pietrelcina\u201d, tenutosi a Ouidah dal 20 al 25 settembre scorso, al termine del quale \u00e8 avvenuta l\u2019elezione di fra Bernadin Boko come nuovo Superiore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0219-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3083\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il vento scompiglia, lancia in alto le cose, scuote, ha una grande potenza che spesso non si contiene. Cos\u00ec \u00e8 lo Spirito Santo, capace di scombussolare dentro, di trasformare e di cambiare. Notevole infatti \u00e8 stato il cambiamento arrivato nella custodia del Benin, dopo 33 anni affidata alle mani di un giovane frate beninese: fra Bernadin, 43 anni, consapevole dell\u2019ardita sfida ma totalmente affidato alla guida dello Spirito Santo, ha accettato il nuovo incarico succedendo a fra Giulio Pierani, con il vivo desiderio di riuscire &#8211; \u201cmano nella mano\u201d &#8211; ad evangelizzare sempre pi\u00f9 il suo popolo beninese, contribuendo all\u2019emancipazione e liberazione da ci\u00f2 che ancora lo allontana dal piano salvifico di Dio.<br>Se ora noi frati beninesi siamo pronti a iniziare a camminare con le nostre gambe \u00e8 grazie a quei frati marchigiani che nel 1987 hanno deciso di lasciare l\u2019Italia per venire in Benin a dedicarci la loro vita e la loro passione per Cristo attraverso la regola di San Francesco, affascinandoci, travolgendoci e strappandoci dalle nostre case per creare quella Chiesa che ora sta accogliendo migliaia di anime desiderose di portare vita e luce alla propria terra ancora afflitta da tanti mali. Nulla sarebbe iniziato se non fosse stato per questi fratelli: fra Vittore Fiorini, fermo nel difendere il carisma francescano dei frati attraverso l\u2019apostolato delle famiglie; fra Mario Capriotti, impegnato nell\u2019affermare la povert\u00e0 come perla della vita francescana attraverso le opere; fra Giansante Lenti, procacciatore di vocazioni con la sua schietta convinzione che la vita religiosa non \u00e8 una promozione sociale ma un cammino formativo lungo ed esigente; fra Vincenzo Febi, pastore dedito all\u2019assistenza dei piccoli e alla lotta al Vodoun, accompagnando moltissime bambine verso un mestiere decoroso. Insieme a loro e dopo di loro, numerosi altri frati con dedizione, pazienza e fatica, hanno accompagnato noi frati beninesi in questo cammino di fede e di crescita umana sino ad arrivare oggi a ben 5 fraternit\u00e0: la fraternit\u00e0 \u00abSan Francesco d\u2019Assisi\u00bb a Cotonou con 10 frati di cui 9 sacerdoti; la fraternit\u00e0 \u00abMadonna di Loreto\u00bb a Ou\u00e8ss\u00e8-Ouidah con 10 frati di cui 5 sacerdoti e formatori, e 33 studenti di filosofia presso il Centro di filosofia e francescanesimo dei Frati Minori Cappuccini del Benin; la fraternit\u00e0 parrocchiale \u00abSan Giovanni Maria Vianney\u00bb a Wawata con 4 frati di cui 3 sacerdoti; la fraternit\u00e0 \u00abSan Bonaventura\u00bb a Klou\u00e9kanm\u00e8 con 6 frati di cui 4 sacerdoti e 12 studenti di teologia presso il Seminario Tchanvedji; la Fraternit\u00e0 \u00abSanta Chiara\u00bb a Ina con 5 frati di cui 3 sacerdoti. Vi \u00e8 ora in progetto la formazione della nuova fraternit\u00e0 \u00abSan Giuseppe da Copertino\u00bb a Marina-Djeffa con 6 frati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0135-3-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3077\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Accanto alle attivit\u00e0 pastorali e parrocchiali, gli stessi frati svolgono in prima linea innumerevoli opere sociali con il coordinamento di fra Thomas Tohou e in stretta relazione con il Segretariato delle Missioni delle Marche: il sostegno di centinaia di adozioni a distanza di bambini in difficolt\u00e0; la gestione delle case di accoglienza \u00abSanta Famiglia\u00bb di Djeffa per i pi\u00f9 piccoli, dove nel 2015 \u00e8 stata anche inaugurata una scuola aperta a tutti; la casa \u00abSan Francesco d\u2019Assisi\u00bb di Ina per giovani ragazzi; e poi la costruzione di pozzi, il progetto agro-pastorale di inserimento socio-professionale di giovani, la distribuzione di kit scolastici ai bambini spaccapietre di Dassa, Ina e Bemb\u00e8r\u00e8k\u00e8 al nord del Benin, il sostegno al centro socio-medicale \u00abIME\u00bb per disabili mentali, al centro \u00abSILOE\u00bb per bambini ciechi e al centro di riabilitazione fisioterapica \u00abTalitakoum\u00bb.<br>Tante le soddisfazioni che siamo riusciti ad avere in questi anni grazie agli innumerevoli mattoni depositati per la costruzione della casa di Dio in Benin, ma ancora tante sono le riflessioni che mettono in subbuglio le nostre anime, ancor pi\u00f9 sollecitate dalla domanda molto provocatoria di fra Bernadin, nella sua lettera per la costituzione delle nuove fraternit\u00e0: \u201cI frati Cappuccini della custodia \u00abSan Pio da Pietrelcina\u00bb del Benin possono apportare la propria pietra nella costruzione della nostra Custodia?\u201d. Proprio partendo da questa provocazione il nuovo Superiore, d\u2019accordo con i 2 consiglieri fra Aubin Aguessy e fra Cyr Domonhedo, lancia le sfide e gli impegni per il prossimo triennio della Custodia: la preghiera comunitaria e individuale, la vita fraterna e l\u2019apostolato. Papa Francesco ha pi\u00f9 volte esortato i religiosi che \u201cnon si pu\u00f2 vivere la vita consacrata, non si pu\u00f2 discernere ci\u00f2 che accade senza parlare con il Signore\u201d, pertanto l\u2019augurio fatto ai frati del Benin \u00e8 che le fraternit\u00e0 divengano case in cui i fratelli siano appassionati di orazione. Che queste case, inoltre, siano luoghi di vera fraternit\u00e0, dove si ricordi l\u2019esortazione di San Francesco: \u201cBeato il fratello che amerebbe e temerebbe suo fratello assente tanto quanto se fosse presente, e che dietro di lui non direbbe mai nulla che non possa ripetere in tutta carit\u00e0 davanti a lui\u201d. Infine, la spinta a reinventare l\u2019apostolato al servizio del carisma francescano e della Chiesa, dove il vangelo non sia visto solo come un insieme di valori da vivere e pregare ma come la forma autentica e il contenuto stesso della nostra vita.<br>Proprio grazie a quei semi che 33 anni fa sono stati lanciati in terra beninese dai primi missionari Cappuccini delle Marche, possono ora essere raccolti i primi frutti di una lenta e difficile crescita umana e spirituale, che sprona oggi tutti i frati del Benin ad accogliere l\u2019esortazione del nuovo Superiore fra Bernadin di impegnarci giorno dopo giorno nella nostra vocazione, facendo, delle nuove fraternit\u00e0 costituitesi, dei focolari contagiosi di gioia, dove Ges\u00f9 ci colma di ogni grazia e bene per una vita santa, piena e realizzata. \u2022<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0152-3-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0152-3-683x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3078\" data-full-url=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0152-3-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/novita-nella-continuita\/dsc_0152-3\/\" class=\"wp-image-3078\"\/><\/a><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">il nuovo consiglio della custodia<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0573-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0573-1024x683.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3080\" data-full-url=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0573-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/novita-nella-continuita\/dsc_0573\/\" class=\"wp-image-3080\"\/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0261-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0261-1024x683.jpg\" alt=\"\" data-id=\"3076\" data-full-url=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/DSC_0261-scaled.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/novita-nella-continuita\/dsc_0261\/\" class=\"wp-image-3076\"\/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella logica di una crescita organica, tre giovani frati beninesi sono chiamati a sviluppare il seme del carisma francescano che nel 1987 quattro confratelli marchigiani gettarono in quel suolo che si \u00e8 rivelato poi terreno fecondissimo.di fra Michel Gon\u00e7alves \u201cIl vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3076,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,6],"tags":[18,21],"class_list":{"0":"post-3075","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-missioni","8":"category-voce-francescana","9":"tag-18","10":"tag-missioni"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3075","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3075"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3075\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22297,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3075\/revisions\/22297"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3075"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3075"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3075"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}