{"id":3095,"date":"2021-02-17T17:25:00","date_gmt":"2021-02-17T16:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3095"},"modified":"2023-08-03T17:27:29","modified_gmt":"2023-08-03T17:27:29","slug":"al-servizio-della-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3095","title":{"rendered":"Al servizio della Parola"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Il nostro confratello fra Raniero Cantalamessa, recentemente nominato cardinale, concede un\u2019intervista esclusiva ai lettori di Voce Francescana, di cui da anni \u00e8 il curatore della principale rubrica spirituale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/01156_28112020-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3101\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br><br><strong>Qual \u00e8 il pi\u00f9 bel ricordo della tua terra d\u2019origine, le Marche?<\/strong> <br>Stranamente, il ricordo pi\u00f9 bello, o almeno quello rimasto pi\u00f9 impresso nella mia memoria, \u00e8 stato il tempo del noviziato a Camerino. Camerino \u00e8 il primo convento e il primo luogo di noviziato dell\u2019Ordine dei Cappuccini, e vi si conservava a quel tempo uno stile di vita non molto cambiato dal tempo delle Costituzioni di Albacina: occhi bassi tutto il tempo, non parlare mai tra di noi novizi se non nelle feste o attraverso il Maestro (a quel tempo P. Onorio da Offida), alzata tutte le notti per il Mattutino, piedi nudi, freddo d\u2019inverno, \u201cdisciplina\u201d (i frati sanno che significa!), un pagliericcio per letto\u2026 Eppure mai pi\u00f9 ho sperimentato tanta allegria nella mia vita di comunit\u00e0. Una passeggiata a cercare funghi con P. Eusebio, un buon pranzo (il cuoco, Fra Crispino, era da tre stelle!), una festicciola: ogni piccola novit\u00e0 bastava a creare un clima di festa. Ma la ragione principale, adesso mi rendo conto, era un\u2019altra: c\u2019era Ges\u00f9 e non c\u2019erano altre cose a distrarci, nemmeno lo studio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 cambiata la tua vita da quando sei diventato cardinale?<\/strong> <br>A dire la verit\u00e0, ancora non mi ci sono abituato del tutto e ogni volta che ricevo una lettera o una mail che comincia con \u201cEminenza Reverendissima\u201d mi viene da dubitare, sul momento, se si tratta di me. Non molto \u00e8 cambiato esteriormente nella mia vita. Anzitutto perch\u00e9 sono uno di quei cardinali ultra ottantenni ai quali non \u00e8 affidato un particolare compito pastorale o di Curia, e poi perch\u00e9 vivo in un antico convento di Cappuccini, a Cittaducale di Rieti, con tre monache Clarisse cappuccine che cercano di vivere al femminile la Regola degli eremi di san Francesco. Soprattutto in questo tempo di pandemia vivo ritirato e mi sposto pochissimo. Vado a Roma solo per la predicazione, dal momento che, nel conferirmi questa dignit\u00e0, papa Francesco mi ha chiesto di continuare a ricoprire l\u2019incarico di Predicatore della Casa Pontificia, oltre a quello di Assistente Ecclesiastico del Rinnovamento Carismatico Cattolico di tutto il mondo.<br>Tuttavia qualcosa, nonostante tutto, \u00e8 cambiato nella mia vita. Anzitutto all\u2019esterno. Al momento del concistoro mi avete visto, per un istante, con la berretta cardinalizia in testa e alle prediche di Avvento con lo zucchetto rosso, la croce pettorale e l\u2019anello. Venendo incontro a un mio espresso desiderio, il Santo Padre mi ha concesso di conservare l\u2019abito cappuccino al posto della porpora cardinalizia. \u201cUna concessione speciale in onore di san Francesco\u201d: cos\u00ec papa Francesco ha spiegato a Benedetto XVI l\u2019eccezione, durante la visita di cortesia che gli abbiamo fatto subito dopo il concistoro. Ho dovuto farmi fare uno stemma e ho scelto in esso come immagine la colomba e come motto la preghiera: \u201cVeni Creator Spiritus\u201d. Lo stemma figura gi\u00e0 sulla facciata della chiesa romana a me affidata come diaconia, che \u00e8 la Chiesa di Sant\u2019Apollinare alle Terme, anche se abbiamo dovuto rimandare la presa di possesso per le difficolt\u00e0 di spostamenti durante la pandemia. Accanto a queste piccole novit\u00e0, ci sono i doveri abituali dei cardinali che vivono a Roma o nei dintorni: partecipare ai concistori, ordinari e straordinari, e alle celebrazioni nelle quali \u00e8 prevista la partecipazione della Cappella papale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/cardinali-concistoro-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3100\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Riusciresti a sintetizzare con una parola il pontificato dei tre Papi per i quali hai svolto il tuo servizio?<\/strong> <br>Provo a farlo, senza scadere in semplificazioni che rischiano sempre di essere pericolose: San Giovanni Paolo II, una personalit\u00e0 gigantesca che ha vissuto tutta la vita al cospetto del mondo e al cospetto di Dio; Benedetto XVI, una mente eccelsa e al contempo profondamente umile, combinazione rarissima almeno nel grado che si \u00e8 visto in lui; Francesco, un uomo dello Spirito che non fa cose nuove, ma fa nuove le cose. Il cosmopolita, il teologo, il pastore, se si pu\u00f2 racchiudere una vita in una parola\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra i tanti Paesi del mondo dove hai viaggiato per annunciare il Vangelo, dove hai visto la Chiesa pi\u00f9 vivace e pi\u00f9 promettente, e per quali aspetti?<\/strong><br>Non posso nominare un posto unico. Ogni Chiesa ha le sue cime e le sue valli\u2026 Per\u00f2 devo dire che un Paese mi \u00e8 rimasto particolarmente impresso per il fervore dei cristiani e, strano a dirsi, \u00e8 un Paese a stragrande maggioranza islamica: gli Emirati Arabi. Il vescovo del posto \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora un cappuccino, Mons. Paul Hinder. Intendiamoci: sono cristiani che sono l\u00ec per lavoro e provengono da altri Paesi \u2013 soprattutto India e Filipppine \u2013 ma sono circa il 60 per cento della popolazione. In nessun\u2019altra parte ho visto chiese affollate, liturgie cos\u00ec partecipate, confessioni prese cos\u00ec sul serio. Non \u00e8 consentito che un solo edificio cattolico per ogni citt\u00e0, ma esso raramente \u00e8 senza persone in preghiera. Questo ci dice qualcosa sulle condizioni in cui la Chiesa fiorisce pi\u00f9 facilmente. Mi ci sono recato una volta, con una troupe della RAI, per un ciclo di riprese della rubrica \u201cA Sua Immagine\u201d, e altre due volte per raduni carismatici regionali.<br>Viaggiando per il mondo si hanno delle belle sorprese. La Francia, per esempio, passa per essere uno dei Paesi pi\u00f9 secolarizzati dell\u2019Europa e del mondo, ma in essa sono presenti nuove comunit\u00e0 e fermenti di vita che, secondo il parere di un loro vescovo, \u201channo ridisegnato la geografia della Francia cattolica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/SFO5636-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3098\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Quale parte del discorso che Papa Francesco ha rivolto a voi, nuovi cardinali, ti ha toccato maggiormente? <\/strong><br>Quello, credo, che ha toccato tutti quelli che l\u2019hanno ascoltato, e cio\u00e8 il suo ennesimo richiamo allo spirito evangelico di servizio che deve caratterizzare ogni dignit\u00e0 e ufficio nella Chiesa. \u201cServire e non essere serviti\u201d. \u00c8 un richiamo quasi d\u2019obbligo e quindi apparentemente di routine. Sulle labbra di papa Francesco esso, per\u00f2, acquista una forza di persuasione nuova e straordinaria, per il semplice fatto che egli parla di quello che fa, parla con l\u2019esempio prima che con la parola. Questa \u00e8 la vera rivoluzione evangelica ed \u00e8 la stessa che Francesco d\u2019Assisi volle attuare a suo tempo, cambiando il nome tradizionale di superiori, abati e priori in quello di \u201cministri\u201d, cio\u00e8 di servi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un\u2019ultima domanda, ma molto decisiva: secondo te, se un cristiano decidesse di incominciare veramente a fare sul serio con il Signore, da dove potrebbe incominciare?<\/strong><br>Da s\u00e9 stesso! Mi spiego. Ges\u00f9 ha detto: \u201cSe uno vuol venire dietro a me, rinneghi s\u00e9 stesso\u201d (Mt 16,24). Se uno ha deciso di \u201cfare sul serio con il Signore\u201d, vuol dire che ha ricevuto una chiamata. Dio, come sempre, l\u2019ha preceduto con il suo amore. Adesso viene il grande momento in cui si decide se tutto rimarr\u00e0 al livello di schermaglie tra Dio e l\u2019uomo, come in un fidanzamento indefinitamente prolungato, o se ci si sposa, facendo la scelta definitiva tra vivere \u201cper s\u00e9 stessi\u201d, o vivere \u201cper il Signore\u201d, tra l\u2019inseguire progetti e traguardi personali, o fare propri quelli di Dio. Il luogo e il modo di vivere questa scelta definitiva &#8211; se nel matrimonio o nella vita consacrata &#8211; vengono dopo e sono, tutto sommato, secondari, anche se io amo ripetere ai giovani in fase di discernimento della vocazione che una goccia di propensione alla vita consacrata deve pesare quanto un quintale di propensione al matrimonio, e ci\u00f2 per il semplice fatto che a spingere verso il matrimonio c\u2019\u00e8 gi\u00e0 la natura, mentre dall\u2019altra parte c\u2019\u00e8 solo la grazia. Anche per Francesco d\u2019Assisi fu da qui che part\u00ec la sua grande avventura. Nel suo Testamento egli pone l\u2019inizio della nuova vita nel bacio al lebbroso, nonostante che a quel punto si fosse gi\u00e0 convertito e accostato a Dio. Sul senso di quel bacio, per\u00f2, ci si pu\u00f2 sbagliare e molti si sono sbagliati. Baciando il lebbroso, Francesco non ha fatto semplicemente un atto eroico di mortificazione o di carit\u00e0: ha rinnegato s\u00e9 stesso. \u00c8 questo che ha deciso del suo futuro. Il suo primo biografo lo aveva compreso bene, perch\u00e9 descrive cos\u00ec l\u2019episodio: \u201cUn giorno gli si par\u00f2 innanzi un lebbroso: fece violenza a s\u00e9 stesso, gli si avvicin\u00f2 e lo baci\u00f2. &nbsp;Da quel momento decise di disprezzarsi sempre pi\u00f9, finch\u00e9 per la misericordia del Redentore ottenne piena vittoria\u201d (Celano, Vita Prima, VII, 17). \u2022<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/cid_16676CA4-096D-472F-9564-CE3D3C6E3C11-682x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3096\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro confratello fra Raniero Cantalamessa, recentemente nominato cardinale, concede un\u2019intervista esclusiva ai lettori di Voce Francescana, di cui da anni \u00e8 il curatore della principale rubrica spirituale. Qual \u00e8 il pi\u00f9 bel ricordo della tua terra d\u2019origine, le Marche? 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