{"id":3117,"date":"2021-03-02T11:36:19","date_gmt":"2021-03-02T10:36:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3117"},"modified":"2023-08-03T17:27:05","modified_gmt":"2023-08-03T17:27:05","slug":"missionario-e-sempre-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3117","title":{"rendered":"Missionario \u00e8 sempre possibile"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>Situazioni, fatti, incontri, esperienze vissute forse senza eccessive aspettative, ma che di l\u00ec a poco cambiano la vita. Fra Giampiero Cognigni racconta la sua scelta di partire missionario per il Benin, realizzatasi proprio negli ultimi mesi del 2020.<br>di fra Giampiero Cognigni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Nel 2007 dissi di \u201cs\u00ec\u201d ad una richiesta di un nostro frate missionario in Etiopia, con l\u2019idea che quattro settimane sarebbero passate velocemente e che sarebbe stata un\u2019esperienza tra le tante. Ma poi successe ci\u00f2 che non avevo previsto, e cio\u00e8 che le persone incontrate, i sorrisi dei bambini, i profumi e i colori di quei posti fecero scoccare una scintilla, come nei colpi di fulmine tra due persone.<br>Sono passati tredici anni, durante i quali ho coltivato l\u2019idea di partire come missionario e qualche volta ho provato ad esprimere questo mio desiderio, trovandomi, per\u00f2, sempre di fronte alla stessa risposta che suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cNo, c\u2019\u00e8 bisogno qui!\u201d. Ma i desideri, quando sono veri, rimangono, resistono alle intemperie e il mio, seppur ben nascosto, \u00e8 rimasto sempre tenacemente in fondo al cuore, fino a quando nel 2019, in occasione dell\u2019incontro con il Ministro provinciale fra Sergio, esso ebbe l\u2019occasione di manifestarsi nuovamente. Con grande mio stupore fra Sergio mi colse impreparato, in quanto la sua risposta non fu la solita: addirittura mi ringrazi\u00f2, perch\u00e9 lui stesso non sapeva come comunicarmi la sua idea di mandarmi in missione ad aiutare i nostri confratelli beninesi nella formazione dei giovani frati. Ed \u00e8 cos\u00ec, cari amici, che nasce la mia vocazione missionaria: nella semplicit\u00e0 di proposte, di incontri e di avvenimenti tanto inaspettati quanto gratuiti da parte di Dio, che ha intessuto con me una storia apparentemente contorta ma ben delineata, facendomi capire che \u00e8 lui a scriverla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210125_133952-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3120\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Uno dei momenti pi\u00f9 belli che ho vissuto nei giorni precedenti la partenza \u00e8 stato quello della preparazione della valigia: non c\u2019era solo da mettere qualcosa dentro, ma si \u00e8 trattato di una vera e propria spoliazione, che mi ha piacevolmente costretto a pensare cosa fosse essenziale per me.<br>Le ultime due cose che ho messo in valigia sono state due libri: le Fonti francescane, che sono per me la radice della mia vocazione, in cui ritrovo il mio ideale di vita e il mio compagno di viaggio, e un libro-intervista di Gianni Valenti a papa Francesco sull\u2019essere missionari oggi nel mondo, dove il Santo Padre ci ricorda che la missione non \u00e8 uno sforzo dell\u2019uomo ma un andare l\u00e0 dove lo Spirito ci conduce. Infine, ho messo in valigia il desiderio di condividere con i frati e con il popolo di questa terra lo sguardo che Dio ha avuto e ha tuttora su di me: il suo sguardo di tenerezza.<br>Dopo la preparazione della valigia c\u2019\u00e8 stato il saluto con mia madre, vissuto nell\u2019atteggiamento tipico della mia famiglia che, per carattere, \u00e8 piuttosto riservata: se abbiamo qualcosa che ci fa soffrire, preferiamo nasconderlo per non rattristare l\u2019altro. Il silenzio ha preso il posto delle parole, e gli sguardi hanno trasmesso l\u2019affetto che proviamo ciascuno per l\u2019altro. Mia madre ha visto tante mie partenze e tutte le volte ci siamo salutati non per dirci addio, ma per ritrovarci. Certo, questa volta \u00e8 un po\u2019 diverso: migliaia di chilometri che ci separano, una terra che lei non conosce affatto, e solo tra due anni, a Dio piacendo, potremo riabbracciarci, ma sar\u00e0 l\u2019ennesima occasione per dirci quanto ci vogliamo bene.<br>Questi primi due mesi non brillano per ci\u00f2 che ho fatto, ma per quello che essi hanno cambiato in me. L\u2019esperienza di imparare una nuova lingua, una nuova cultura e un nuovo stile di vita mi ha fatto tornare bambino e ora io, come ogni bambino, devo affidarmi a qualcuno che mi faccia comprendere l\u2019ambiente in cui mi trovo. Ebbene s\u00ec: a quarantasei anni si pu\u00f2 tornare bambini e tutto questo \u00e8 un\u2019avventura stupenda!<br>Cosa temo e cosa mi aspetto, ora che sono qui? Molti di voi sanno che, venendo in Benin, avrei temuto il caldo e le zanzare; ma nonostante queste si facciano sentire, devo ammettere che non sono pi\u00f9 la mia preoccupazione: tutto sommato, piano piano stanno diventando delle compagne di viaggio. La mia aspettativa \u00e8 di vivere sempre con gioia e con coerenza la mia vocazione, anche nei momenti duri, perch\u00e9 solo cos\u00ec potr\u00f2 dire e trasmettere la bellezza della vita cristiana e di quella francescano-cappuccina.<br>Con questo vi saluto e vi chiedo di accompagnarmi sempre nella preghiera come io faccio ogni giorno per ciascuno di voi. Dio vi benedica! <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/20210125_144626-576x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3121\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Situazioni, fatti, incontri, esperienze vissute forse senza eccessive aspettative, ma che di l\u00ec a poco cambiano la vita. 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