{"id":3218,"date":"2021-07-02T23:01:01","date_gmt":"2021-07-02T22:01:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3218"},"modified":"2023-08-03T17:27:04","modified_gmt":"2023-08-03T17:27:04","slug":"in-cerca-del-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3218","title":{"rendered":"In cerca del Padre"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>di fra Sergio Lorenzini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Seduto a tavola con ospiti indesiderati, bello come un Dio, ma col cuore angosciato. Il suo pensiero \u00e8 fisso al padre, un padre che non ha neppure conosciuto, ma di cui tutti alla reggia gli hanno parlato nei lunghi anni della sua assenza. \u00abIl mio padre io perdei. Che dico il mio? Popol d\u2019Itaca, il nostro: a tutti padre, pi\u00f9 assai che re, si dimostrava Ulisse\u00bb. L\u2019Odissea si apre col vuoto del padre che sanguina nel cuore del figlio. Telemaco non sopporta pi\u00f9 di attendere l\u2019incerto suo ritorno e si imbarca in mare aperto alla ricerca di lui. Cos\u00ec inizia il poema omerico e con esso la letteratura ellenica: un padre assente, una sposa sola, la casa invasa da stranieri e un figlio in mezzo al mare. Solitudine e smarrimento gli effetti della mancanza, e il non sentirsi pi\u00f9 a casa neanche tra le proprie mura, perch\u00e9 quelle mura senza il padre non proteggono e non riscaldano pi\u00f9. Telemaco cerca il volto che non ha visto, gli occhi in cui riconoscere chi \u00e8 e da dove viene, cerca l\u2019abbraccio rassicurante in cui riposare e crescere.<br>Abbraccio paterno che, per una perversa evoluzione, si \u00e8 trasformato nel corso dei secoli da porto sicuro a morsa soffocante: una gabbia da cui evadere con energica ribellione. Fa tremare la terribile affermazione di Jean-Paul Sartre in Le parole: \u00abNon vi sono padri buoni, \u00e8 la regola: non prendiamocela con gli uomini ma col legame di paternit\u00e0 che \u00e8 marcio. Far figli, nulla di meglio; averne, che iniquit\u00e0! Fosse vissuto, mio padre si sarebbe adagiato su di me e mi avrebbe schiacciato. Per fortuna \u00e8 morto in giovane et\u00e0\u00bb. A tanto \u00e8 giunta la cultura moderna: a gioire della morte del padre come condizione per la libert\u00e0 del figlio. \u00c8, a ben pensarci, la solita vecchia tentazione, la stessa che cattur\u00f2 Adamo ed Eva mettendo loro in bocca il frutto, bello all\u2019apparenza e desiderabile, della liberazione dal grande tiranno. A furia di libert\u00e0, dicono gli psicologi dei nostri tempi, il padre \u00e8 evaporato, dissolto dalle smanie liberticide dell\u2019individuo. Ognuno libero di far quel che vuole senza altri sopra di lui a metter limiti. Sembrerebbe il paradiso e invece \u00e8 il vuoto, perch\u00e9 un orfano pur con il mondo tra le mani rimane pieno di nostalgia. E la domanda del padre rinasce oggi ancor pi\u00f9 forte a motivo della sua prolungata assenza e ne invoca il ritorno. Di un padre buono, non delle sue contraffazioni, tutti abbiamo bisogno perch\u00e9, come chiarisce la Patris corde \u2013 lettera di papa Francesco su san Giuseppe: \u00abEssere padri significa introdurre il figlio all\u2019esperienza della vita, alla realt\u00e0. Non trattenerlo, non imprigionarlo, non possederlo, ma renderlo capace di scelte, di libert\u00e0, di partenze. Ogni figlio porta sempre con s\u00e9 un mistero, un inedito che pu\u00f2 essere rivelato solo con l\u2019aiuto di un padre che rispetta la sua libert\u00e0\u00bb. Si cerca un padre per trovare se stessi, si cerca un padre per sentirsi figli amati e, infine, si cerca un padre per diventare padre, capace di donare la propria vita prendendosi cura della vita di un altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di fra Sergio Lorenzini Seduto a tavola con ospiti indesiderati, bello come un Dio, ma col cuore angosciato. Il suo pensiero \u00e8 fisso al padre, un padre che non ha neppure conosciuto, ma di cui tutti alla reggia gli hanno parlato nei lunghi anni della sua assenza. \u00abIl mio padre io perdei. 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