{"id":3222,"date":"2021-07-03T00:29:36","date_gmt":"2021-07-02T23:29:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3222"},"modified":"2023-08-03T17:27:04","modified_gmt":"2023-08-03T17:27:04","slug":"la-conoscenza-dentro-unesperienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3222","title":{"rendered":"La conoscenza dentro un\u2019esperienza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><br>Per capire la grandezza di un uomo straordinario \u00e8 utile contemplarla con gli occhi di un uomo normale: questo fu lo sguardo di fra Pacifico, \u201cre dei versi\u201d, nei confronti di san Francesco. Fra Raniero Cantalamessa, nel suo ultimo lavoro editoriale, tenta di collocarsi in questa prospettiva.<br>di Vincenzo Varagona &#8211; Tg3 Marche<\/p>\n\n\n\n<p><br>Di San Francesco ci sembra ormai di sapere tutto. Se ne parla da secoli e dove non arriva la parola arrivano immagini e musica. Se, tuttavia, vinciamo la pigrizia, scavando, leggendo, ci rendiamo conto di quanto la nostra effettiva conoscenza sia spesso superficiale, legata ad alcuni stereotipi che l\u2019agiografia ci ha tramandato.<br>L\u2019esigenza di una comunicazione semplice, in passato ma anche nel presente, spesso rischia di banalizzare esperienze e storie molto profonde. Ecco, allora, che ci arriva un grande dono, da uno dei pi\u00f9 grandi comunicatori che la famiglia francescana e la Chiesa abbiano e abbiano avuto: padre Raniero Cantalamessa. Ci arriva, con un libro, il suo racconto di Francesco.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/giullare-front-665x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3225\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Un dono grande, perch\u00e9 la caratteristica del \u2018cardinale con il saio\u2019 \u00e8 proprio quella, confermata dalla scelta, compiuta all\u2019inizio del suo mandato, di mantenere la semplicit\u00e0 anche affrontando la complessit\u00e0.<br>In questo caso la complessit\u00e0 \u2013 mi scuso per il gioco di parole &#8211; \u00e8 proprio quella di rendere leggibile una vita semplice, nella nettezza della scelta esistenziale, ma profonda, e quindi difficile, nella sua agibilit\u00e0 concreta e quotidiana.<br>Sono 150 pagine dedicate a chi ama san Francesco e la sua storia, prendendola come sorgente di energia per nutrire la propria vita. A partire dalle vicende e dallo sguardo di fra Pacifico, tanti sono i temi che egli affronta in una sorta di meditazione dialogata con i giovani del nostro tempo, per estrarre tesori antichi e nuovi da consegnare alle odierne generazioni: l\u2019incontro che cambia la vita, la vocazione alla santit\u00e0, la musica e l\u2019amore, la gioia, la custodia del creato, l\u2019amicizia e la purezza, e, infine, qualche prospettiva di rinnovamento per la vita francescana di oggi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/SF-2-646x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3226\" width=\"305\" height=\"484\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>Francesco in tutta la sua vita parla con il cuore: alla gente, agli animali, alla natura. Il cuore non ha bisogno di frequenze particolari, il suo linguaggio arriva ovunque, in profondit\u00e0. Cos\u00ec, dalla prefazione dell\u2019altro Francesco dei giorni nostri prendo la citazione del profeta Geremia: \u201cMi cercherete e mi troverete, perch\u00e9 mi cercherete con tutto il cuore; mi lascer\u00f2 trovare da voi\u201d (29,13-14). \u201cDio, ribadisce il papa, si fa trovare, s\u00ec, ma solo dall\u2019uomo che lo cerca con tutto il cuore\u201d.<br>La prefazione di fra Sergio Lorenzini, Ministro provinciale dei Frati minori cappuccini delle Marche, colloca le pagine nella Marca Anconitana e racconta dell\u2019incontro tra fra Pacifico \u201cre dei versi\u201d e Francesco, nel monastero di Colpersito, a San Severino Marche, nel 1212. Il santo di Assisi aveva cambiato vita da cinque anni; fra Pacifico la cambier\u00e0 dopo quell\u2019incontro, dal quale esce folgorato.<br>Ecco: padre Raniero parte dallo sguardo di<br> fra Pacifico di fronte a Francesco per affrontare una serie di argomenti che diventano elementi di meditazione dialogata per i giovani di oggi, sul senso della vita, sulla santit\u00e0, sulla gioia, traendone spunti per il rinnovamento della vita francescana.Per farlo utilizza un metodo gradito ai giovani che, spiega, \u201cnon amano troppo le prediche, ma rimangono affascinati dalle storie, attraverso le quali poi arrivano anche i contenuti\u201d.<br>Cos\u00ec, si parte: padre Raniero diventa fra Pacifico, raccontandone la storia come se fosse la sua, in prima persona, citando fatti, aneddoti, rigorosamente tratti da documenti storici e \u2013 separatamente, in corsivo \u2013 aggiunge i suoi commenti.<br>L\u2019inizio: quanti sanno che Guglielmo Divini, il futuro fra Pacifico, nacque a Lisciano, vicino Ascoli Piceno? I frati lo conoscevano come il \u201cRe dei versi\u201d, perch\u00e9 si guadagnava da vivere scrivendo e declamando versi. Non per denaro, chiarisce, ma per gloria. Racconta, cos\u00ec, che la festa pi\u00f9 attesa era la Quintana, ancora oggi una delle manifestazioni estive pi\u00f9 gettonate a livello nazionale: la rievocazione della vittoria contro i Saraceni che avevano dominato il Piceno.<br>Toccante il momento in cui Pacifico a Colpersito \u2018scopre\u2019 Francesco. In un primo momento, vedendo tanta confusione, pensa che si tratti di un collega, un intrattenitore popolare. Poi per\u00f2, lo vede, soprattutto lo sogna, con le spade incrociate, e per poco, a causa di questo sogno, non sviene.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/IMG_0235_ph.Serini-1-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3228\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>Un incontro fatale, perch\u00e9 Francesco decide di ribattezzare Guglielmo, dandogli il nome di Pacifico, \u201cperch\u00e9, dice, ti sei convertito dall\u2019inquietudine del mondo alla pace di Cristo\u201d.<br>Padre Raniero non si limita a raccontare, in prima persona, questa avventura, ma si sofferma in alcune annotazioni. In una di queste paragona Pacifico a Santa Chiara. Pacifico segue Francesco mettendo i piedi sulle sue orme. Cos\u00ec Chiara: a Francesco, che le chiede cosa stia facendo, risponde: \u201cNon metto i piedi sulle tue orme, ma su altre, molto pi\u00f9 profonde!\u201d.<br>A proposito di santi e santit\u00e0, in uno dei commenti l\u2019autore esce dalla storia e si concede, proprio perch\u00e9 parla ai giovani, un riferimento di strettissima attualit\u00e0, citando Carlo Acutis, morto nel 2006 a 15 anni, genio del computer beatificato nell\u2019ottobre scorso ad Assisi, destinato con ogni probabilit\u00e0 a diventare patrono degli informatici.<br>Tornando a Pacifico, il cambio di stile di vita \u00e8 s\u00ec radicale, ma non gli impedisce di mantenere la sua passione per i versi. Francesco, infatti, gli dice: \u201cNon seppellire il tuo talento, piuttosto mettilo a servizio del Gran Re\u201d, e cos\u00ec lo nomina \u201cMaestro di canto\u201d.<br>Nel suo commento padre Raniero riprende il tema, ritenendolo di grande importanza e non una semplice curiosit\u00e0, e dice: \u201cLa conversione non lo costringe a rinnegare il suo talento musicale, ma gli d\u00e0 un altro orizzonte e anche contenuto\u201d. Cos\u00ec l\u2019autore, con molta delicatezza, affronta anche il tema del contenuto di questi versi: l\u2019amore, il sesso, l\u2019eros, la fedelt\u00e0, la gratuit\u00e0, il matrimonio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Profilo-FB-1024x678.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3229\"\/><figcaption>Crocifisso ligneo conservato nella Chiesa dei Cappuccini di San Severino Marche.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>A poco pi\u00f9 di met\u00e0 volume Padre Raniero racconta, senza citare il proprio nome, la sua esperienza di predicatore davanti a Giovanni Paolo II. Afferma: \u201cFrancesco d\u2019Assisi \u00e8 il testimone pi\u00f9 chiaro della rivoluzione che Cristo ha operato nella storia umana a proposito della gioia e tutti i giovani devono conoscerla, perch\u00e9 \u00e8 una gioia che non viene da fuori, ma da dentro\u2026\u201d.<br>Infine viene il momento in cui Pacifico viene inviato da Francesco a cantare il Cantico di Frate Sole: \u201cFu cos\u00ec, racconta Pacifico, che ripresi il vecchio mestiere di trovatore. Non a favore di dame e cavalieri, ma per il Creatore dell\u2019universo\u201d.<br>Personalmente mi colpisce, infine, la storia della pecorella. Francesco si trova nelle campagne di Osimo, quando si imbatte in un gregge, e nota una pecorella in disparte, sola. Si intenerisce e vorrebbe prenderla con s\u00e9, ma non ha il denaro per comprarla. \u00c8, allora, un mercante di passaggio a offrirgli la cifra necessaria. Grande la meraviglia del Vescovo di Osimo, quando vede arrivare Francesco con pecorella al seguito! Poi Francesco, non sapendo come continuare a portarsela dietro, la affider\u00e0 alle monache claustrali di San Severino Marche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/P1110771-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3230\"\/><figcaption>Retro della pala d&#8217;altare della chiesa dei Cappuccini di San Severino Marche<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Le ultime pagine del libro padre Raniero le dedica al futuro dell\u2019Ordine: l\u2019attualizzazione dell\u2019esperienza di Francesco nel mondo di oggi. Pacifico, racconta l\u2019autore, mor\u00ec prima che nell\u2019Ordine si manifestasse la polarizzazione fra chi cercava il rinnovamento e chi intendeva mantenere le caratteristiche degli inizi. Ecco, a questo punto \u00e8 padre Raniero a riprendere direttamente le redini del ragionamento: \u201cIl modo pi\u00f9 sicuro di rinnovare l\u2019esperienza di San Francesco non sta nel ripartire dalla storia dell\u2019Ordine francescano, ma dal Vangelo, che costitu\u00ec l\u2019intuizione semplice e geniale del poverello. Era possibile, rimanendo il movimento come era allora, diventare l\u2019albero gigantesco su cui si sarebbero posati gli uccelli del cielo? No, e Ges\u00f9 era il primo a saperlo. E \u2013 conclude il cardinale &#8211; con Ges\u00f9 \u00e8 lo stesso Francesco a ribadirlo, quando, alla fine, pronunci\u00f2 parole che probabilmente vanno ancora pienamente elaborate: \u00abIo ho fatto la mia parte, quanto spetta a voi ve lo insegni Cristo, non io. Io vi ho dato soltanto l\u2019esempio. La vostra parte non \u00e8 gi\u00e0 tutta scritta, la dovete scrivere voi\u2026\u00bb\u201d. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per capire la grandezza di un uomo straordinario \u00e8 utile contemplarla con gli occhi di un uomo normale: questo fu lo sguardo di fra Pacifico, \u201cre dei versi\u201d, nei confronti di san Francesco. 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