{"id":3252,"date":"2021-07-14T17:50:00","date_gmt":"2021-07-14T16:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3252"},"modified":"2023-08-03T17:26:44","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:44","slug":"la-segnaletica-del-signore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3252","title":{"rendered":"La segnaletica del Signore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Qualcuno dice che le vie del Signore sono infinite, e qualcun altro aggiunge che la segnaletica non \u00e8 sempre chiara. Un giovane ventenne, proveniente dal nord-ovest della Francia, ci racconta come ha fatto ad arrivare proprio qui, nel nostro centro di Pastorale giovanile di Civitanova. <br>di Pierre-Louis Caradec <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Sono nato a Nantes (attenti: la \u201cs\u201d non si pronuncia!) nel 1996, e sono di origini bretoni e provenzali. Un dolce mix per un vino di qualit\u00e0\u2026 un po\u2019 come mettere insieme un napoletano e un milanese! Il mio cognome, che in bretone significa \u201cdolce e gentile\u201d, lo mostra bene.<br>In famiglia siamo tre figli. La mia sorella maggiore, che ha la sindrome di Down, ha 26 anni: \u00e8 stata il sole della mia infanzia, ed \u00e8 per me lo specchio di Cristo. Il mio fratello pi\u00f9 piccolo ha 22 anni, studia ingegneria informatica e ha la passione per le automobili. Mio padre \u00e8 professore di fisica e tiene delle conferenze sulla teologia del corpo. Mia madre, infine, \u00e8 psicoterapeuta e s\u2019interessa un po\u2019 a tutto. Io, invece, sono uno psicologo ergonomico, ovvero adatto le condizioni di lavoro ai lavoratori. Da 4 mesi sto facendo un\u2019esperienza di vita francescana con i frati cappuccini di Civitanova Alta. Come ci sono finito? Adesso ve lo racconto\u2026<br>Sono sempre stato molto vicino ai frati e allo spirito francescano. Mia madre parla correntemente l\u2019italiano e andava molto spesso a Padova; cos\u00ec sono cresciuto con la devozione a Sant\u2019Antonio di Padova, con questa preghiera molto semplice: \u201cSant\u2019Antonio di Padova, birbantello e birichino, ma cos\u00ec buono e cos\u00ec carino, se tu non mi aiuti a ritrovare quello che cerco, io non ti do nemmeno un soldino. Grazie, Sant\u2019Antonio!\u201d. Questa preghiera \u00e8 stata uno degli elementi che \u00e8 alla base della mia vita spirituale: mi ha permesso di vedere fino a che punto Dio risponde alle nostre preghiere (ovviamente secondo la sua volont\u00e0). Essa esige sempre un atto di abbandono, e questo dava fastidio a mio padre, perch\u00e9, ogni volta che egli la recitava, non aveva nessuna risposta, mentre quando lo faceva mia madre, all\u2019improvviso, ecco la risposta. Eh s\u00ec: le donne, rispetto agli uomini, riescono pi\u00f9 facilmente ad abbandonarsi a Dio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/2006_07_Famille-771x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3254\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>Io ero come mio padre: credevo che dicendo delle preghiere, recitando il rosario, imitando la vita dei santi e rendendomi utile alla Chiesa, sarei diventato anch\u2019io un santo. Al contrario, questi atti hanno poco valore davanti a Dio. Per me era solo un\u2019ideologia, il cui obiettivo era quello di riflettere una bella immagine di me, per sentirmi bene. Poco a poco, per\u00f2, a forza di delusioni, il Signore \u00e8 riuscito a farmi comprendere che tutte queste azioni non valgono nulla se non si lascia l\u2019iniziativa allo Spirito. Alla fine, non \u00e8 attraverso queste azioni eroiche che ho incontrato Cristo, ma \u00e8 Lui che mi ha raggiunto attraverso l\u2019accoglienza del suo Spirito e l\u2019offerta di ci\u00f2 che sono, in particolare di ci\u00f2 che mi rende debole: il mio peccato. E l\u00ec, il Signore ha fatto cose grandi: mi ha letteralmente liberato dalle mie catene (il mio ego); ha iniziato a prendere le redini della mia vita: un\u2019intensa vita di preghiera, l\u2019evangelizzazione in strada e all\u2019universit\u00e0, la conversione di un mio caro amico, e soprattutto ho scoperto finalmente il mio posto all\u2019interno del Corpo di Cristo che \u00e8 la Chiesa: essere francescano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/silhouette-man-praying-hand-for-blessings-when-the-PAUY94N-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3255\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Questa scoperta l\u2019ho fatta poco a poco; ma c\u2019\u00e8 ancora una tappa importante di cui devo parlarvi. Una sera ero in giro ad aiutare i senzatetto. In quel periodo ero responsabile di un gruppo di studenti che andavano ad incontrare i poveri per strada. Stavolta mi sentivo orgoglioso di aver portato con me il mio compagno di stanza, lui che inorridiva quando si trattava di avvicinarsi ai mendicanti. Ma, incredibilmente, \u00e8 stato lui, quella sera, a spingermi verso l\u2019incontro che mi ha sconvolto. Mentre stavo chiacchierando tranquillamente con un senzatetto, il mio compagno di stanza mi ha chiamato e mi ha chiesto di portare un po\u2019 di zuppa ad un povero un po\u2019 strano. Mi ero accorto di lui, ma il suo aspetto orribile mi aveva allontanato. Io faccio come se non avessi sentito nulla e continuo la mia chiacchierata. Il mio amico, per\u00f2, insiste e a quel punto sono costretto ad avvicinarmi al tipo. In quel momento scopro un uomo distrutto dalla vita, che versa in una sofferenza fisica estrema. Vi risparmio i dettagli di quell\u2019incontro. Ma ad un certo punto decido di donargli una delle cose pi\u00f9 preziose per me: il mio rosario, che mi ero riportato da Gerusalemme. Poi, prendendolo nelle mie braccia, scorgo nei suoi occhi la dimensione infinita dell\u2019amore, lo sguardo di Cristo in croce. Dopo questo incontro, faccio l\u2019esperienza che Madre Teresa descrive: quando io contemplo il Corpo di Cristo, vedo lo sguardo di quel povero che mi attira a lui.<br>Da quel momento, decido di avere fiducia in Dio e comincio ad interessarmi dei francescani un po\u2019 pi\u00f9 da vicino. Il fatto \u00e8 che in Francia i francescani sono pochi e anziani, a parte i conventuali che sono molto carismatici e propongono un periodo di discernimento chiamato \u201canno San Francesco\u201d. Ne parlo con suor Elena, una suora italiana delle Francescane Missionarie di Ges\u00f9 Bambino che hanno un convento a Aix-en-Provence. Lei mi consiglia qualcos\u2019altro: andare in pellegrinaggio ad Assisi e fare una piccola esperienza di vita francescana in un convento cappuccino. Appena sento la parola \u2018cappuccino\u2019 mi si gela il sangue\u2026 Mi dico subito: \u201cAssolutamente no!\u201d. Vi spiego il perch\u00e9. Io ho alloggiato per un anno in un convento cappuccino a Parigi. Per me, questo convento era tutto tranne che attraente: assomigliava pi\u00f9 che altro ad una casa di riposo per laici, dato che nessun religioso indossava l\u2019abito. Poi mi sono ricordato che due sacerdoti mi avevano consigliato i cappuccini. E suor Elena, attraverso fra Pietro Maranesi, mi rassicura a proposito dei cappuccini italiani, in particolare quelli di Civitanova Alta, dove mi propone di andare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/man-with-compass-in-hand-DLZBKCX-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3257\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br>Man mano che il tempo passa, decido di buttarmi verso l\u2019ignoto, ben consapevole che non parlo una parola di italiano, a parte \u201cmamma mia\u201d, \u201cti amo\u201d, \u201cvivo per lei\u201d e \u201ccon te partir\u00f2\u201d, e che si \u00e8 in piena confusione politica subito dopo Natale. Le norme anti-Covid per chi entra in Italia da un Paese straniero sono incomprensibili e cambiano da una settimana all\u2019altra.<br>Gi\u00e0 dalla partenza, l\u2019avventura si annuncia complicata: nessun treno, nessun aereo, n\u00e9 nessun altro mezzo di trasporto garantisce il collegamento tra Marsiglia e l\u2019Italia. L\u2019unico modo \u00e8 quello di arrivare fino a Parigi in treno, prendere un aereo per Roma e poi fare 5 ore di treno, ma avendo gi\u00e0 fatto un test negativo 48 ore prima. La faccenda mi sembra complicata e molto costosa. La Provvidenza, per\u00f2, viene sempre in aiuto quando si cerca Dio: infatti, un italiano mi propone di condividere con lui il viaggio in auto tra Marsiglia e Cattolica; e fra Damiano, il guardiano di Civitanova Alta, mi dice che questa soluzione pu\u00f2 andar bene. Io prendo l\u2019occasione al volo; ma quando mi trovo davanti fra Damiano al parcheggio, faccio tra me e me: \u201cIn quale guaio mi sono messo ancora una volta\u2026?\u201d.<br>Arrivo in convento e scopro una fraternit\u00e0 molto accogliente, calorosa e premurosa. Malgrado i miei numerosi errori di italiano, non mi sono mai sentito giudicato, anche se non ho praticamente detto una parola il primo mese (cosa alquanto difficile per un chiaccherone come me). La cosa che mi resta complicata \u00e8 il dialetto, che non esiste in Francia; e qui ci sono molti specialisti, tanto che alcuni all\u2019inizio mi dicevano: \u201cGi\u00e0 parli italiano meglio di loro!\u201d. Per fortuna il cibo consola, quando non si capisce un tubo a tavola, con Stefano che \u00e8 un grande chef.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>Sono rimasto strabiliato dalla bellezza del giardino e dal panorama che si gode verso le montagne e il mare. I paesini delle Marche sono stupendi! Sono sbalordito dall\u2019impronta che i francescani hanno lasciato nella regione: a volte ci sono 3 conventi in una piccola citt\u00e0. Il contesto francese \u00e8 diversissimo: pensate che noi abbiamo un sacerdote ogni 6000 abitanti, mentre gli italiani ne hanno uno ogni 2000.<br>\u00c8 chiaro che non \u00e8 tutto rosa e fiori. In chiesa mi piace molto la semplicit\u00e0 della celebrazione eucaristica, ma le litanie alla fine del rosario sono un vero e proprio calvario! Mi sono accorto che le mie orecchie vanno in modalit\u00e0 off. Poi mi stupisce non poco la cultura calcistica che c\u2019\u00e8. Fortunatamente non tutti gli italiani si interessano di calcio\u2026 Sentite questa. La sera della partita tra PSG (Paris Saint-Germain) e il Bayern Monaco, uno dei giovani in accoglienza fa, serio: \u201cNon sapevo che il Porto San Giorgio giocasse in Champions League!\u201d.<br>Fra un mese rientro in Francia, e sicuramente avr\u00f2 un sacco di cose da raccontare. E spero, con la grazia di Dio, di poter conservare questa gioia francescana cos\u00ec significativa. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno dice che le vie del Signore sono infinite, e qualcun altro aggiunge che la segnaletica non \u00e8 sempre chiara. 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