{"id":3281,"date":"2021-10-06T23:18:00","date_gmt":"2021-10-06T22:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3281"},"modified":"2023-08-03T17:26:44","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:44","slug":"camminare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3281","title":{"rendered":"Camminare"},"content":{"rendered":"\n<p>Camminare \u00e8 il ritmo dell\u2019uomo. Un\u2019andatura in cui il tempo, liberato dalle strozzature della fretta, si decomprime per risvegliare il cuore all\u2019accoglienza di ci\u00f2 che lo circonda. Negli ultimi decenni, camminare \u00e8 stato perlopi\u00f9 un imperativo medico per rimediare alla sedentariet\u00e0 ipernutrita dei nostri tempi, o un allenamento sempre pi\u00f9 performante dentro un clima agonistico. Eppure, se i tempi recenti segnano una crescente riscoperta dei cammini e del cosiddetto turismo lento, forse la ragione va cercata pi\u00f9 in profondit\u00e0, in una sorta di reazione istintiva ai mali di oggi.<br>Proviamo a scavare un po\u2019 pi\u00f9 a fondo e domandiamoci: cosa affligge l\u2019uomo odierno? Lo riassumerei in quattro grandi motivi: eccessiva velocit\u00e0, prigionia tecnologica, intimo isolamento e perdita del senso. Da ciascuno di essi discende una serie di altre conseguenze deleterie per la persona. Dal primo motivo vengono quel senso di frenesia che accompagna ogni singola azione \u2013 come se tutto quello che facciamo dovesse essere fatto nel pi\u00f9 breve tempo possibile, altrimenti si affaccia il senso di colpa! \u2013, e lo stress schiacciante che l\u2019imposizione di questo ritmo disumano provoca. Dal secondo deriva il distacco dalla natura, l\u2019atrofia dei sensi, il disincanto di fronte al mondo, l\u2019assenza di un sano piacere per mancanza di condizioni atte a gustare la bellezza di un panorama, di un profumo, di un suono, di un sapore, o del toccare ed esplorare il mondo con le mani, come facevamo da bambini. Il terzo motivo ci ricorda che la moltiplicazione di relazioni superficiali non supplisce al desiderio di condivisione profonda: nelle relazioni la quantit\u00e0 non sostituisce la qualit\u00e0 e la persona dalle mille relazioni si ritrova sola nell\u2019intimo, con un malinconico senso di solitudine che non sa colmare. Da ultimo, l\u2019uomo di oggi procede ma non cammina, si muove ma senza meta, avanza privo di un perch\u00e9. L\u2019orizzonte che d\u00e0 senso alla vita e conferisce la motivazione ad ogni passo \u00e8 dissolto. Procediamo disorientati. Per dirla con le parole di Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui la protagonista domanda al Gatto: \u201cVorresti dirmi per dove debbo andare?\u201d. &#8211; \u201cDipende molto dal luogo dove vuoi andare\u201d, rispose il Gatto. &#8211; \u201cPoco m\u2019importa dove\u2026\u201d, disse Alice. &#8211; \u201cAllora importa poco sapere per dove devi andare\u201d, soggiunse il Gatto.<br>Forse \u00e8 per questo che oggi l\u2019uomo sta riprendendo a camminare: per la nostalgia di una bellezza che non trova pi\u00f9; per il desiderio di non subire il tempo, ma di abitarlo e di assaporare lentamente ci\u00f2 che vive; per la gioia di ridestare i sensi e di ritrovare lo stupore dinanzi al mondo; per condividere nell\u2019amicizia e per dare un senso alle cose. In tal senso, il cammino \u00e8 una terapia integrale che ricentra l\u2019uomo sull\u2019essenziale e gli restituisce una gioia semplice e pura. Chi diventa pellegrino si ritrova pi\u00f9 felice, comprende che pi\u00f9 si \u00e8 leggeri meglio si cammina, e che la gioia \u00e8 fatta di poche cose, quelle giuste. E allora\u2026 buon cammino, pellegrino!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Camminare \u00e8 il ritmo dell\u2019uomo. Un\u2019andatura in cui il tempo, liberato dalle strozzature della fretta, si decomprime per risvegliare il cuore all\u2019accoglienza di ci\u00f2 che lo circonda. Negli ultimi decenni, camminare \u00e8 stato perlopi\u00f9 un imperativo medico per rimediare alla sedentariet\u00e0 ipernutrita dei nostri tempi, o un allenamento sempre pi\u00f9 performante dentro un clima agonistico. 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