{"id":3286,"date":"2021-10-08T00:02:31","date_gmt":"2021-10-07T23:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3286"},"modified":"2023-08-03T17:26:44","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:44","slug":"il-cammino-dei-cappuccini-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3286","title":{"rendered":"Il Cammino dei Cappuccini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><br><em>Il 3 luglio scorso, anniversario della nascita dei Cappuccini, si \u00e8 svolta nello storico Ateneo di Camerino la presentazione del Cammino dei Cappuccini, un progetto in collaborazione con il Comune e l\u2019Universit\u00e0 di Camerino che apre la strada alle celebrazioni del 2028 per i 500 anni di vita dell\u2019Ordine. Il Rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Camerino, moderatore dell\u2019incontro, ci ha rilasciato la sua testimonianza.<br>di Claudio Pettinari, Rettore Universit\u00e0 di Camerino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Sto per affrontare l\u2019ultimo pezzetto di questa piccola ma ripida salita. Sono tornato qui, a piedi, dopo aver trascorso tanti mesi, troppi, confinato tra le mura di casa e quelle dell\u2019ateneo, per colpa di questa pandemia che non ci abbandona. Eccomi qua a Renacavata, il primo convento dell\u2019Ordine cappuccino, un luogo dove riesco a ritrovare me stesso, un luogo dove tante persone spesso ritrovano quella pace desiderata e talvolta tanto lontana, un luogo dove si fanno promesse, voti, progetti, sempre con la gioia nel cuore. Un luogo dove sto bene, un luogo dove mi sento libero.<br>Nel cuore ho un po\u2019 di tristezza per tutto quello \u00e8 accaduto in questi ultimi anni, ma sono certo che dopo questa visita sar\u00f2 di nuovo pronto a riprendere il cammino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSCF7106-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3287\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Respiro a pieni polmoni, un venticello leggero sposta le foglie sul piazzale, mi avvicino alla chiesetta e, mentre ammiro la terracotta policroma di Santi Buglioni, il pensiero va ai tanti fratelli che qui ho conosciuto in questi anni, durante colazioni o pranzi organizzati in fraternit\u00e0 ed amicizia.<br>Penso alle giornate trascorse qui circa 40 anni fa con i miei compagni, accompagnati dal nostro parroco, giornate che si concludevano con la solita partita a calcio nel piazzale. Penso al Natale e al presepe, di cui era irrinunciabile la visita, sempre bello, sempre emozionante. Penso alle tante occasioni avute di visitare quel luogo e ai piccoli pellegrinaggi, momenti anche per rafforzare amicizie, ascoltare altre persone, raccontare di me: si respirava e si respira amore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSCF8148-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3290\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>I Frati Cappuccini sono una riforma francescana partorita da intricate vicende, che ebbero come teatro l\u2019entroterra delle Marche degli anni Venti e Trenta del Cinquecento. Sono entrati a tal punto nel tessuto sociale che fanno parte di noi, fanno parte della nostra quotidianit\u00e0. Li vedo passare, sfrecciare veloci a bordo delle loro auto o pulmini, per recarsi a dir messa, a confessare, oppure ad aiutare chi ne ha bisogno. Come durante l\u2019emergenza post-sisma, quando hanno assistito nei palazzetti tante persone fragili, distribuendo pasti, versando bevande, proponendo preghiere, riflettendo insieme a tutti quelli che avevano dubbi sul futuro, mostrando la luce. Sono stati sempre importanti in questi \u201cquasi\u201d cinquecento anni: hanno accompagnato la comunit\u00e0 sempre, senza chiedere, senza pretendere, comunque presenti, garantendo quella vicinanza di cui tutti sentivano la necessit\u00e0. L\u2019affettuoso termine \u201cCappuccini\u201d non \u00e8 solo diventato un toponimo, il luogo dove recarsi magari la domenica a seguir messa: \u00e8 diventato il nostro posto. Noi siamo diventati questo posto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSCF7964-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3289\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>L\u2019Universit\u00e0 che rappresento sente in maniera forte la necessit\u00e0 di prendere parte alla valorizzazione del Cammino dei Cappuccini. Nel 2015 accolsi presso il palazzo Ducale una delegazione del nostro convento di Renacavata e ascoltai con attenzione il racconto di un fratello sugli inizi dell\u2019Ordine, su come vennero accolti dalla duchessa Caterina Cybo, su come assistettero il Duca Giovanni Maria Varano, proprio nella struttura che nel 2015 rappresentava il cuore pulsante e il polmone dell\u2019ateneo. Mentre il fratello mi parlava della loro misericordia, del loro lavoro, sentivo la necessit\u00e0, non solo di conoscere meglio la loro storia, ma di provare a far s\u00ec che le nostre due \u201cistituzioni\u201d insieme potessero fare qualcosa di importante per questo territorio, un territorio che stava gi\u00e0 soffrendo, un po\u2019 in abbandono, un po\u2019 ai margini.<br>\u201cInsieme\u201d era la parola giusta, soprattutto perch\u00e9 l\u2019obiettivo era comune: il ben-essere delle persone che vivevano questa comunit\u00e0. Invitato dal frate guardiano, visitai il convento qualche giorno dopo e mangiai con loro nel refettorio. Visitai il Museo. Passeggiai nei loro orti. Condividemmo tempo, spazio e idee, pensando ad attivit\u00e0 che potessero valorizzare sia il convento che l\u2019ateneo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSCF8447-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3295\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Quando qualche mese fa il Ministro provinciale dei Cappuccini marchigiani fra Sergio Lorenzini mi ha invitato ad un incontro per valutare il coinvolgimento dell\u2019Universit\u00e0 di Camerino nel progetto di questo cammino, i miei occhi si sono accesi nuovamente, ho capito che era il momento giusto per far diventare realt\u00e0 quei buoni propositi di qualche anno prima. Il cammino \u00e8 importante, per ognuno di noi.<br>Questa parola, \u201ccammino\u201d, non indica un semplice atto motorio, ma contiene in s\u00e9 tante parole: partenza, arrivo, meta, viaggio, libert\u00e0, indipendenza, riscoperta di noi stessi, pace. Il Cammino non sar\u00e0 solo la destinazione che intenderemo raggiungere, ma anche tutto ci\u00f2 che incontreremo durante il tragitto, passo dopo passo: paesaggio, arte, cultura, viandanti, animali, piante\u2026 infinito. Il Cammino dei Cappuccini sar\u00e0 un\u2019emozione continua che aiuter\u00e0 ognuno di noi a crescere come persona, primo obiettivo del nostro ateneo. Valorizzare questo cammino significa perci\u00f2 valorizzare le persone, valorizzare le nostre studentesse e i nostri studenti, valorizzare il nostro ateneo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_0075_ph.Serini-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3292\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>Con una ricostruzione purtroppo ancora agli inizi non sar\u00e0 facile inserire all\u2019interno del Cammino la visita di quei luoghi fondamentali per comprendere il nostro passato e vivere il presente, pensando al futuro. Ma ci proveremo. Alcune iniziative e percorsi potranno essere comunque inseriti nel Cammino per valorizzare la tradizione culturale e spirituale delle Marche, e in particolare del nostro entroterra, sicuramente parte debole del territorio a causa dei terremoti e dello spopolamento.<br>Il Cammino potr\u00e0 essere un\u2019occasione per godere delle tante opere d\u2019arte disseminate lungo le 18 tappe che vanno da Fossombrone a Camerino e poi ad Ascoli, attraversando anche altre citt\u00e0 d\u2019arte come San Severino e Fabriano, ma potr\u00e0 essere anche uno strumento per godere di una natura incontaminata di un ambiente in alcuni casi vicino a quello che i frati toccarono con mano 500 anni fa, dalla Gola del Furlo a Poggio San Romualdo, da Pascelupo a Montefortino, da San Lorenzo al Lago a Montefalcone Appennino, per contemplare il sorgere o il calare del sole, per ascoltare il cinguettio degli uccelli, per bere acqua chiara e fresca ad una sorgente, per sentire profumi dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DSCF7784-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3282\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Durante il cammino sar\u00e0 possibile apprezzare alimenti naturali, di qualit\u00e0, unici, caratteristici: a Sarnano, a Cingoli, Rotella e Cupramontana, dagli affettati ai formaggi, dai vini ai prodotti della panificazione, dai legumi tipici agli oli sopraffini.<br>E anche conoscere quei prodotti artigianali o comunque quelle produzioni che hanno fatto grandi le Marche, un territorio dove \u00e8 nata la carta, dove si sono sviluppate concerie, calzaturifici, dove si sono prodotte infinit\u00e0 di merletti e tessuti, utilizzando anche colori rapiti alla natura con tecniche innovative in citt\u00e0 come Fabriano, Cagli e Offida, dove le piccole e medie imprese marchigiane sono cresciute e hanno garantito per anni una buona qualit\u00e0 della vita alle loro popolazioni.<br>E infine sar\u00e0 possibile immergersi nella cultura, nella scienza e nella letteratura da Fonte Avellana a Camerino, dove l\u2019Universit\u00e0 trecentesca da anni forma alla vita giovani di tutto il mondo e supporta lo sviluppo dei territori, dove si guarda con occhio attento alle esigenze del domani.<br>Un Cammino, quello cappuccino, che se si intersecher\u00e0, relazioner\u00e0 e condivider\u00e0 obiettivi con gli altri Cammini che stanno attraversando il Centro Italia, potr\u00e0 veramente garantire una nuova economia sociale basata sul ben-essere della mente e del corpo di ognuno di noi. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 3 luglio scorso, anniversario della nascita dei Cappuccini, si \u00e8 svolta nello storico Ateneo di Camerino la presentazione del Cammino dei Cappuccini, un progetto in collaborazione con il Comune e l\u2019Universit\u00e0 di Camerino che apre la strada alle celebrazioni del 2028 per i 500 anni di vita dell\u2019Ordine. 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