{"id":3297,"date":"2021-10-06T16:34:55","date_gmt":"2021-10-06T15:34:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3297"},"modified":"2023-08-03T17:26:44","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:44","slug":"chiamati-al-dialogo-sponsale-con-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3297","title":{"rendered":"Chiamati al dialogo sponsale con Cristo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Chiamati al dialogo sponsale con Cristo<br>Luogo posto in alto, presenza eloquente, memoria spaziale della resurrezione che fa riecheggiare la Parola di Dio anche quando non c\u2019\u00e8 nessuno che la sta proclamando: l\u2019ambone \u00e8 lo spazio riservato al messaggio della salvezza, alla proclamazione cio\u00e8 delle letture bibliche, per coltivare la comunione tra Dio e l\u2019uomo.<br>di fra Giuseppe Settembri<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Rinati dall\u2019acqua e dallo Spirito mediante il battesimo, attraverso cui siamo morti e risorti con Cristo, lasciamo alle spalle la tomba vuota \u2013 nascondiglio di Adamo dopo il peccato originale \u2013 e non guardiamo pi\u00f9 verso la morte, ma verso la vita nuova ricevuta. All\u2019ambone possiamo nutrirci della Parola di Dio, possiamo incontrare il Cristo risorto e ascoltare la voce di Lui che ci chiama per nome come Maria Maddalena il mattino di Pasqua, possiamo dialogare familiarmente con Dio come faceva Adamo prima del peccato nel giardino dell\u2019Eden. L\u2019ambone nella chiesa, infatti, \u00e8 luogo di dialogo con Dio, mensa della Parola di vita eterna, evocazione del giardino paradisiaco e soprattutto del giardino pasquale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/San-Marco-a-Venezia-ambone-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3301\"\/><figcaption>Ambone, Basilica di san Marco, Venezia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>L\u2019ambone \u00e8 un monumento alto, nobile e consistente non solo per una migliore acustica e visibilit\u00e0, ma anche e soprattutto per una motivazione teologica, poich\u00e9 in esso si annuncia una Parola-evento importante che viene dall\u2019alto\/Dio. Cesario di Arles considera le Sacre Scritture come \u201clettere\u201d che scendono dalla nostra patria celeste e ci invitano ad entrare nella beatitudine del Regno; sono come \u201cmanna\u201d che scende dal cielo per nutrirci. L\u2019ambone \u00e8 il \u201cmonte\u201d dove Dio si rivela all\u2019uomo, \u00e8 la cattedra su cui Cristo siede per ammaestrare i suoi discepoli e annunciare i misteri della salvezza che si compiranno sull\u2019altare. L\u2019ambone pertanto non pu\u00f2 essere un leggio qualunque, ma deve essere \u00abuna nobile ed elevata tribuna possibilmente fissa, che costituisca una presenza eloquente, capace di far riecheggiare la parola anche quando non c\u2019\u00e8 nessuno che la sta proclamando\u00bb (La progettazione di nuove chiese [=PNC], n. 9). All\u2019ambone salgono ed entrano i ministri per annunciare una Parola viva, efficace, quella Parola che fa nuove tutte le cose e dona all\u2019uomo di rivivere la comunione con Dio sperimentata nel giardino dell\u2019Eden. Dall\u2019ambone si proclamano soltanto le letture bibliche, il salmo responsoriale e il preconio pasquale; ivi si possono anche proferire l\u2019omelia e le intenzioni della preghiera dei fedeli.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/San-Lorenzo-al-Verano-ambone-loggia-Vangelo-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3300\"\/><figcaption>Ambone, san Lorenzo al Verano, Roma<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>L\u2019ambone \u00e8 pi\u00f9 propriamente il monumento della risurrezione. L\u2019iconografia pi\u00f9 specifica dell\u2019ambone \u00e8 quella del sepolcro vuoto posto nel giardino presso cui il mattino di Pasqua l\u2019angelo annuncia alle donne la risurrezione di Cristo. Come si dice al n. 21 delle Premesse all\u2019Evangeliario per le domeniche, solennit\u00e0 e feste, l\u2019ambone \u00e8 \u00abimmagine del santo sepolcro e di quella nuda tomba da cui viene annunciata la parola di vita\u00bb. Se nel tempo liturgico la domenica \u00e8 l\u2019\u201cicona temporale\u201d della risurrezione, nello spazio liturgico l\u2019ambone ne costituisce l\u2019\u201cicona spaziale\u201d.<br>La tradizione liturgica ci presenta l\u2019ambone come un monumento ricco di simboli pasquali. Lungo i secoli gli amboni hanno assunto diverse configurazioni: alcuni sono circolari, altri poligonali; alcuni sono caratterizzati dalla presenza di due scale, una per salire e una per scendere; in alcuni c\u2019\u00e8 un ciborio-cupola, per richiamare la presenza dello Spirito che fa risuscitare la Parola ivi proclamata (come nella cattedrale di S. Eufemia a Grado o nella basilica di San Marco a Venezia); alcuni sono costituiti da due logge \u2013 una a sud con il leggio per il vangelo, una a nord con un leggio pi\u00f9 in alto per le altre letture e uno pi\u00f9 in basso per il salmo \u2013 collocate in un ampio spazio recintato (la cosiddetta \u201cschola cantorum\u201d) che appare come un giardino, per evocare il giardino dove si trovava il sepolcro di Ges\u00f9 (come si pu\u00f2 vedere a Roma nella basilica di S. Clemente o a S. Maria in Cosmedin); alcuni \u2013 pi\u00f9 numerosi nel rinascimento \u2013 hanno la forma di un sarcofago vuoto, innalzato su un numero talvolta simbolico di colonne. In chiave pasquale si pu\u00f2 leggere anche il leggio a forma di aquila, il volatile simbolo dell\u2019evangelista Giovanni, il primo apostolo che ha avuto il privilegio di constatare il mistero della risurrezione di Cristo (cfr. Gv 20,4-8).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/S-Eufemia-a-Grado-ambone-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3299\"\/><figcaption>S Eufemia a Grado (ambone)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Altro simbolo pasquale che caratterizza l\u2019ambone \u00e8 il grande candelabro, sul quale, durante il tempo di Pasqua, viene collocato il cero pasquale, segno del Cristo Risorto, \u00abfesta dell\u2019ambone\u00bb e \u00abaddobbo alleluiatico fondamentale\u00bb (C. Valenziano). Questo candelabro evoca la colonna di fuoco che guidava il popolo ebreo nell\u2019uscita pasquale dall\u2019Egitto e costituisce l\u2019icona profetica del Cristo Risorto che \u00e8 vita e luce del mondo (cfr. Gv 8,12). La luce del cero pasquale illumina il libro che evoca quel libro con i sette sigilli che solo Cristo, il \u201cleone della trib\u00f9 di Giuda\u201d e il \u201cgermoglio di Davide\u201d, potr\u00e0 aprire (cfr. Ap 5,5). La struttura e la decorazione del grande candelabro evidenziano il riferimento a Cristo. Sulla base del supporto possono essere raffigurati uno o pi\u00f9 leoni in riferimento a Cristo, il leone della trib\u00f9 di Giuda. Altro motivo cristologico pu\u00f2 trovarsi nel fusto, talvolta costituito da due colonne che partono da un\u2019unica base e salgono a tortiglione, confluendo nell\u2019unico capitello; con tale struttura si vuole significare la duplice natura (umana e divina) di Cristo nell\u2019unit\u00e0 della sua persona. Talvolta, invece, il fusto del candelabro si configura come albero, oppure i due motivi albero e colonna vi si trovano fusi insieme.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/Cattedrale-di-Salerno-ambone-loggia-Vangelo-1024x732.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3298\"\/><figcaption>Ambone, Cattedrale di Salerno<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>A richiamare il mistero pasquale contribuiscono poi le decorazioni figurative o astratte che rivestono l\u2019ambone: talvolta semplicemente evocando l\u2019evento della risurrezione, talvolta rappresentandolo in modo diretto attraverso il \u201csegno di Giona\u201d, oppure attraverso una sequenza di scene orientate verso quella della risurrezione.<br>L\u2019ambone \u00e8 un luogo di luce, dove c\u2019\u00e8 una Parola-Presenza che illumina e scalda il cuore. L\u2019illuminazione del libro contenente i testi della Sacra Scrittura dovrebbe apparire \u00abcome un trionfo di luce, che viene dal cielo\u00bb (E. Mazza), per ricordare che la Parola divina \u00e8 la luce che illumina il cammino dell\u2019uomo (cfr. Sal 118,105). L\u2019architettura liturgica dal IV al XIII secolo ci offre molti esempi di amboni collocati nel lato sud della chiesa, dove c\u2019\u00e8 maggiore luce. La collocazione a sud richiama la pienezza della luce esaltata dal Cantico dei Cantici quando parla della ricerca dello sposo (Cristo) da parte della sposa (Chiesa). In Ct 1,7 la sposa chiede allo sposo: \u00abDimmi, o amore dell\u2019anima mia, dove vai a pascolare le greggi, dove le fai riposare a mezzogiorno?\u00bb. Questo perch\u00e9 la sposa vuole stare con lo sposo nel tempo in cui la luce \u00e8 pi\u00f9 abbondante. Inoltre \u2013 osserva Origene commentando il Cantico dei Cantici \u2013 \u00abmezzogiorno sono i segreti del cuore in cui l\u2019anima attinge la luce pi\u00f9 splendida di conoscenza del Verbo di Dio\u00bb. C\u2019\u00e8 da aggiungere, poi, che anticamente nel lato sud della chiesa stavano le donne, mentre gli uomini si mettevano nel lato nord, e proprio le donne sono state le prime destinatarie dell\u2019annuncio della risurrezione di Cristo.<br>L\u2019ambone \u00e8 un luogo di comunione con Dio e con i fratelli: esso \u00e8 il luogo in cui lo Spirito convoca la Sposa-assemblea per il dialogo d\u2019amore con lo Sposo-Cristo. Per facilitare il dialogo tra i ministri della proclamazione e l\u2019assemblea, l\u2019ambone \u00e8 collocato \u00abin prossimit\u00e0 dell\u2019assemblea (anche non all\u2019interno del presbiterio, come testimonia la tradizione liturgica)\u00bb (PNC 9) ed \u00e8 \u00abdisposto in modo tale che i ministri che lo usano possano essere visti e ascoltati dall\u2019assemblea\u00bb (ivi); ci\u00f2 \u00abin modo da costituire una sorta di cerniera tra il presbiterio e la navata\u00bb (L\u2019adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica, n. 18). All\u2019iniziativa di Dio corrisponde la risposta degli uomini, i quali non si limitano a dare il loro assenso personale, bens\u00ec costituiscono una reale fraternit\u00e0. La Parola di Dio genera la Chiesa-assemblea che si raduna sotto l\u2019ambone nello spazio della navata. Come viene ricordato nella Lumen gentium al n. 9, i credenti in Cristo sono \u00abi rinati non da seme corruttibile ma da uno incorruttibile, che \u00e8 la parola del Dio vivente (cf. 1 Pt 1,23)\u00bb. Per questo, l\u2019ambone \u00e8 considerato un luogo \u201cecclesiogenetico\u201d, attorno al quale l\u2019assemblea convocata da Dio si alimenta della vita di comunione e diventa sempre pi\u00f9 \u00ab\u201dFamiglia di Dio\u201d, misteriosa estensione della Trinit\u00e0 nel tempo\u00bb (H. De Lubac).<br>In breve, si pu\u00f2 concludere che attorno all\u2019ambone il Risorto incontra la Chiesa sua Sposa, la illumina e le scalda il cuore con la sua Parola, la riconduce nel giardino (dell\u2019Eden e della risurrezione) per farle vivere un\u2019esperienza di comunione con Lui e con i fratelli. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiamati al dialogo sponsale con CristoLuogo posto in alto, presenza eloquente, memoria spaziale della resurrezione che fa riecheggiare la Parola di Dio anche quando non c\u2019\u00e8 nessuno che la sta proclamando: l\u2019ambone \u00e8 lo spazio riservato al messaggio della salvezza, alla proclamazione cio\u00e8 delle letture bibliche, per coltivare la comunione tra Dio e l\u2019uomo.di fra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3298,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,6],"tags":[10],"class_list":{"0":"post-3297","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-spiritualita","8":"category-voce-francescana","9":"tag-10"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3297"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22261,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3297\/revisions\/22261"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}