{"id":3303,"date":"2021-10-05T17:06:00","date_gmt":"2021-10-05T16:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3303"},"modified":"2023-08-03T17:26:44","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:44","slug":"lunzione-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3303","title":{"rendered":"L\u2019unzione della fede"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><br><em>La tradizione cristiana ha sempre difeso l\u2019integralit\u00e0 della redenzione operata da Cristo, smentendo ogni tentativo di escludere da essa la corporeit\u00e0. Il figlio di Dio \u00e8 salvatore della carne e non dalla carne.<br>di fra Raniero cardinale Cantalamessa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Nel testo autobiografico di Filippesi 3, Paolo ci suggerisce uno spunto pratico per la nostra riflessione:<br>\u00abFratelli, io non ritengo ancora di essere giunto [alla perfezione], questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la m\u00e8ta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lass\u00f9, in Cristo Ges\u00f9\u00bb (Fil 3,13-14).<br>\u201cDimentico del passato\u201d. Quale \u201cpassato\u201d? Quello di fariseo, di cui ha parlato prima? No, il passato di apostolo, nella Chiesa! Ora il \u201cguadagno\u201d da considerare \u201cperdita\u201d \u00e8 un altro: \u00e8 proprio l\u2019aver gi\u00e0 una volta considerato tutto una perdita per Cristo. Era naturale pensare: \u201cChe coraggio, quel Paolo: abbandonare una carriera di rabbino cos\u00ec ben avviata per una oscura setta di galilei! E che lettere ha scritto! Quanti viaggi ha intrapreso, quante chiese fondato!\u201d.<br>L\u2019Apostolo ha avvertito confusamente il pericolo mortale di rimettere tra s\u00e9 e il Cristo una \u201cpropria giustizia\u201d derivante dalle opere \u2013 questa volta le opere compiute per Cristo \u2013, e ha reagito energicamente. \u201cIo non ritengo \u2013 dice \u2013 di essere arrivato alla perfezione\u201d. San Francesco d\u2019Assisi, verso la fine della vita, tagliava corto a ogni tentazione di autocompiacenza, dicendo: \u201cCominciamo, fratelli, a servire il Signore, perch\u00e9 finora abbiamo fatto poco o niente\u201d (Fonti Francescane, 500).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/monk-throws-up-his-hands-Z8BXB37-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3305\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Questa \u00e8 la conversione pi\u00f9 necessaria a coloro che hanno gi\u00e0 seguito Cristo e sono vissuti al suo servizio nella Chiesa. Una conversione tutta speciale, che non consiste nell\u2019abbandonare il male, ma, in un certo senso, nell\u2019abbandonare il bene! Cio\u00e8 nel distaccarsi da tutto ci\u00f2 che si \u00e8 fatto, ripetendo a s\u00e9 stessi, secondo il suggerimento di Cristo: \u00abSiamo servi inutili; abbiamo fatto quanto dovevamo\u00bb (Lc 17,10). E neppure, forse, bene come dovevamo farlo!<br>Una bella leggenda natalizia ci sprona a giungere a Natale cos\u00ec, con il cuore povero e vuoto di tutto. Tra i pastori che accorsero la notte di Natale ad adorare il Bambino ce n\u2019era uno tanto poverello che non aveva proprio nulla da offrire e si vergognava molto. Giunti alla grotta, tutti facevano a gara a offrire i loro doni. Maria non sapeva come fare per riceverli tutti, dovendo tenere in braccio il Bambino. Allora, vedendo il pastorello con le mani libere, prende e affida a lui Ges\u00f9. Avere le mani vuote fu la sua fortuna e, su un altro piano, sar\u00e0 anche la nostra.<br>Compiamo ora un passo ulteriore: \u201cCome annunciare la salvezza di Cristo oggi?\u201d. In uno degli ultimi Natali, assistevo alla Messa di Mezzanotte presieduta dal Papa in S. Pietro. Arriv\u00f2 il momento del canto della Kalenda: \u00abMolti secoli dalla creazione del mondo\u2026<br>Tredici secoli dopo l\u2019uscita dall\u2019Egitto\u2026<br>Nell\u2019anno 752 dalla fondazione di Roma\u2026<br>Nel quarantaduesimo anno dell\u2019impero di Cesare Augusto, Ges\u00f9 Cristo, Dio eterno e Figlio dell\u2019eterno Padre, essendo stato concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce a Betlemme di Giudea dalla Vergine Maria, fatto uomo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/biblical-scene-jesus-christ-handing-out-bread-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3309\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Giunti a queste ultime parole provai quella che viene chiamata \u201cl\u2019unzione della fede\u201d: una improvvisa chiarezza interiore per cui dici a te stesso: \u201c\u00c8 vero! \u00c8 tutto vero! Non sono soltanto parole. Dio \u00e8 venuto veramente sulla nostra terra\u201d. Una commozione improvvisa mi attravers\u00f2 tutta la persona, mentre potevo solo dire: \u201cGrazie, Santissima Trinit\u00e0, e grazie anche a te, Santa Madre di Dio!\u201d. Tale intima certezza vorrei condividere a riguardo dell\u2019esperienza della salvezza di Cristo oggi.<br>Apparendo ai pastori la notte di Natale, l\u2019angelo disse loro: \u00abVi annunzio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo: oggi vi \u00e8 nato nella citt\u00e0 di Davide un salvatore, che \u00e8 il Cristo Signore\u00bb (Lc 2,10-11). Il titolo di Salvatore non fu attribuito a Ges\u00f9 durante la sua vita. Non ce n\u2019era bisogno, essendo il suo contenuto espresso gi\u00e0, per un ebreo, dal titolo di Messia. Ma appena la fede cristiana si affaccia sul mondo pagano, il titolo acquista una importanza decisiva, anche per opporsi all\u2019abitudine di chiamare cos\u00ec l\u2019imperatore o certe divinit\u00e0 cosiddette salvatrici, come Asclepio.<br>Questo gi\u00e0 nel Nuovo Testamento, viventi gli apostoli. Matteo si preoccupa di sottolineare che il nome \u201cGes\u00f9\u201d significa, appunto, \u00abDio salva\u00bb (Mt 1,21). Paolo chiama gi\u00e0 Ges\u00f9 \u00absalvatore\u00bb (Fil 3,20); Pietro, negli Atti, preciser\u00e0 che egli \u00e8 l\u2019unico salvatore, all\u2019infuori del quale \u00abin nessun altro c\u2019\u00e8 salvezza\u00bb (At 4,12) e Giovanni metter\u00e0 sulla bocca dei Samaritani la solenne professione di fede: \u00abNoi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi \u00e8 veramente il salvatore del mondo\u00bb (Gv 4,42).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/mosaic-with-religious-depictions-italian-catholic-church-st-mark-s-basilica-venice-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3310\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Il contenuto di questa salvezza consiste soprattutto nella remissione dei peccati, ma non solo. Per Paolo essa abbraccia la redenzione finale anche del nostro corpo. La salvezza operata da Cristo ha un aspetto negativo che consiste nella liberazione dal peccato e dalle potenze del male, e un aspetto positivo che consiste nel dono della vita nuova, della libert\u00e0 dei figli di Dio, dello Spirito Santo e nella speranza della vita eterna.<br>La salvezza in Cristo non fu per\u00f2, per le prime generazioni cristiane, solo una verit\u00e0 creduta per rivelazione; fu soprattutto una realt\u00e0 sperimentata nella vita e gioiosamente proclamata nel culto. Grazie alla Parola di Dio e alla vita sacramentale, i credenti sentono di vivere nel mistero di salvezza operato in Cristo: salvezza che si configura, via via, come liberazione, come illuminazione, come riscatto, come divinizzazione, ecc. \u00c8 un dato primordiale e pacifico che gli autori non sentono neppure il bisogno di dimostrare.<br>In questa duplice dimensione \u2013 di verit\u00e0 rivelata e di esperienza vissuta \u2013 l\u2019idea della salvezza svolse un ruolo decisivo nel condurre la Chiesa alla piena verit\u00e0 su Ges\u00f9 Cristo. La soteriologia fu per la cristologia quello che \u00e8 l\u2019elica per l\u2019aereo e per la nave, la forza che trascina dietro di s\u00e9 o spinge in avanti il tutto. Alle grandi definizioni dommatiche dei concili si giunse facendo leva sull\u2019esperienza di salvezza che i credenti facevano di Cristo. Il suo contatto, dicevano, ci divinizza; dunque, deve essere lui stesso Dio. \u201cNoi \u2013 scrive Atanasio \u2013 non saremmo liberati dal peccato e dalla maledizione [sottinteso, come invece siamo], se non era per natura carne umana quella che il Verbo assunse; n\u00e9 l\u2019uomo sarebbe divinizzato, se il Verbo che divenne carne non fosse della stessa natura del Padre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/sculpture-of-apostle-paul-near-st-peter-basilica-P4CLEM2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3307\"\/><figcaption> Adamo Tadolini, San Paolo, Basilica di S. Pietro<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Il rapporto tra cristologia e soteriologia \u00e8 mediato, in epoca patristica, dall\u2019antropologia, per cui si deve dire che a una diversa comprensione dell\u2019uomo corrisponde sempre una diversa presentazione della salvezza di Cristo. Nella scuola alessandrina, per esempio, dove predomina una visione platonica, il male dell\u2019uomo, la parte pi\u00f9 bisognosa di salvezza, \u00e8 la sua carne, ed ecco allora che tutto l\u2019accento cadr\u00e0 sull\u2019incarnazione come il momento in cui, assumendo la carne, il Verbo di Dio la libera dalla corruzione e la divinizza.<br>Nella scuola antiochena, dove predomina piuttosto il pensiero di Aristotele, o comunque una visione meno platonica, il male dell\u2019uomo sar\u00e0 visto, al contrario, proprio nella sua anima e in particolare nella sua volont\u00e0 ribelle. Ed ecco allora che si insister\u00e0 sulla piena umanit\u00e0 di Cristo e sul suo mistero pasquale. \u00c8 in esso che, con l\u2019obbedienza fino alla morte della sua anima umana, Cristo salva l\u2019uomo. Facendo la sintesi di queste due istanze, la Chiesa, a Calcedonia, giunger\u00e0 a un\u2019idea completa di Cristo e della sua salvezza.<br>La fede cristiana non si limita per\u00f2 a rispondere alle attese di salvezza dell\u2019ambiente in cui opera, ma le crea e le dilata oltre ogni aspettativa. Cos\u00ec vediamo che all\u2019ideale platonico e gnostico della salvezza \u201cdalla carne\u201d, la Chiesa oppone con fermezza il dogma della salvezza \u201cdella carne\u201d, predicando la risurrezione dei morti; a una vita oltretomba pi\u00f9 scialba della vita presente e divorata dalla nostalgia di essa, priva com\u2019\u00e8 di uno scopo e di un centro di attrazione, la fede cristiana oppone l\u2019idea di una vita futura infinitamente pi\u00f9 piena e duratura nella visione di Dio. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tradizione cristiana ha sempre difeso l\u2019integralit\u00e0 della redenzione operata da Cristo, smentendo ogni tentativo di escludere da essa la corporeit\u00e0. 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