{"id":3518,"date":"2022-07-01T11:14:48","date_gmt":"2022-07-01T10:14:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3518"},"modified":"2023-08-03T17:26:22","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:22","slug":"lamore-e-uguale-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3518","title":{"rendered":"L\u2019amore \u00e8 uguale per tutti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Siamo tutti sulla stessa barca, in mezzo ad un mare di pregiudizi che ci fanno perdere di vista che le donne, gli uomini e spesso i bambini dei quali si parla, sono esseri umani che sognano un Paese che \u00e8 capace di donare loro speranza.<br>di Giuseppe Pacini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Nel messaggio per la 107\u00aa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, celebrata il 26 settembre 2021, papa Francesco affronta nuovamente il tema dei profughi, cercando di mettere al centro l\u2019umanit\u00e0 di quelle persone che scappano dalla loro terra e rischiano di morire durante la traversata dell\u2019oceano: \u00abI nazionalismi chiusi e aggressivi (cf. Fratelli tutti, 11) e l\u2019individualismo radicale (cf. ibid., 105) sgretolano o dividono il noi, tanto nel mondo quanto all\u2019interno della Chiesa. E il prezzo pi\u00f9 alto lo pagano coloro che pi\u00f9 facilmente possono diventare gli altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati, che abitano le periferie esistenziali. In realt\u00e0, siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perch\u00e9 non ci siano pi\u00f9 muri che ci separano, non ci siano pi\u00f9 gli altri, ma solo un noi, grande come l\u2019intera umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Sea-Watch-archiviata-inchiesta-della-procura-di-Palermo2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3519\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Non possiamo trattare l\u2019argomento come se fosse soltanto uno spunto per scrivere qualche titolo di giornale abbastanza commovente. Sono persone, donne, uomini e bambini che spesso non ce la fanno. Tutto questo \u00e8 disumano. \u00abI loro occhi ci chiedono di non girarci dall\u2019altra parte, di non rinnegare l\u2019umanit\u00e0 che ci accomuna, di fare nostre le loro storie e di non dimenticare i loro drammi\u00bb \u2013 ribadisce altrove il nostro pontefice \u2013 e abituarci alla notizia che in tanti perdono la vita significa non riuscire pi\u00f9 a vedere in loro altro di diverso da una pagina di un quotidiano. Si parla di migliaia di bambini che hanno a malapena imparato a parlare, ma non a sufficienza per poter gridare tutto il loro dolore. La pandemia ci ha permesso di relazionarci con l\u2019imprevisto, con qualcosa che non dipende soltanto da noi, e a livello mondiale ha avuto degli effetti incontrollabili. I prezzi di alcuni Paesi, anche quelli dell\u2019Africa, hanno subito aumenti ingestibili e ci\u00f2 che due anni fa costava il giusto, oggi \u00e8 triplicato e molte famiglie non riescono pi\u00f9 a permetterselo. Un quintale di grano in Etiopia costa adesso 87\u20ac, in un Paese dove lo stipendio medio \u00e8 tra i 30\u20ac ed i 50\u20ac al mese. In Benin, diventa sempre pi\u00f9 complesso affrontare le spese per la costruzione di un pozzo nel nord del Paese dove le temperature arrivano a toccare i 50\u00b0C e i torrenti sono prosciugati. Il dramma della guerra in Ucraina, ancora troppo recente per essere dimenticato, ci ricorda che l\u2019imprevedibilit\u00e0 del mondo, la tirannia dei potenti non \u00e8 sempre cos\u00ec lontana. Forse allora tornare a parlare di vite umane e non di numeri, cercare di far toccare i nostri cuori dalle terribili notizie che quotidianamente riempiono i telegiornali, e non solo come forma di propaganda politica, potrebbe aiutarci ad entrare nel profondo delle storie dei migranti, a comprendere i loro dolori e le loro motivazioni, ad aprirci ad un dialogo costruttivo che accolga e cerchi di focalizzarsi sul bene comune. Su quei barconi alcuni sono venuti alla luce, altri hanno chiuso gli occhi per sempre. Di questi uomini e di queste donne dobbiamo far memoria, senza fare distinzione n\u00e9 tra i porti di arrivo n\u00e9 tanto meno tra i Paesi di provenienza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Imagoeconomica_1704127-2000x1200-1-1024x614.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3521\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>L\u2019emergenza Ucraina sta coinvolgendo emotivamente tutto il mondo, tantissimi profughi sono arrivati nel nostro Paese e ad ognuno di loro \u00e8 stata data accoglienza. Ci siamo prodigati per organizzare raccolte fondi e mettere a disposizione le nostre abitazioni, a livello locale si sta cercando di organizzare corsi di lingua e inserimenti scolastici per dare l\u2019opportunit\u00e0, a chi ha visto la propria scuola essere bombardata, di non perdere l\u2019anno scolastico. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fatto proprio perch\u00e9 abbiamo lasciato agire il nostro cuore, abbiamo e stiamo tuttora facendo la cosa pi\u00f9 giusta che si possa fare, ovvero aiutare, sempre e comunque. Allora ci domandiamo: perch\u00e9 lo stesso atteggiamento a livello nazionale non riusciamo ad averlo con chi scappa da guerre, tanto crudeli quanto quest\u2019ultima? Perch\u00e9 nelle storie di chi arriva ammassato in una barca via mare dobbiamo trovare sempre qualcosa che non sia \u201cvero\u201d, che giustifichi la nostra volont\u00e0 di indifferenza? Perch\u00e9 siamo convinti che una mamma ucraina che arrivi in Italia non debba essere aiutata a \u201ccasa sua\u201d ma qui, mentre una donna etiope con in braccio una figlia debba essere aiutata a \u201ccasa sua\u201d? Crediamo davvero che la guerra nel Tigray, piuttosto che quella in Siria, piuttosto che tutte le altre sparse per il mondo, siano meno atroci e quindi pi\u00f9 giustificabili? Crediamo che il cambiamento climatico colpisca soltanto i nostri raccolti o siamo a conoscenza che in Etiopia, a causa delle mancate precipitazioni di gennaio, non \u00e8 stata fatta la semina e adesso rischiano di morire di fame? E siccome papa Francesco ci ricorda in un\u2019altra occasione che \u00abI migranti sono nostri fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lontano dalla povert\u00e0, dalla fame, dallo sfruttamento e dall\u2019ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, che equamente dovrebbero essere divise tra tutti \u00bb, \u00e8 giusto pensare che il sistema politico mondiale non stia affrontando nel modo migliore possibile il tema, ma \u00e8 altrettanto doveroso non cadere nell\u2019inganno che ci siano profughi di prima classe e profughi di seconda.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/sopra-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3522\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Questa riflessione non ha per\u00f2 l\u2019intento di far passare il messaggio che la Chiesa, o meglio parte di essa, sia l\u2019unica realt\u00e0 nella quale si parli di accoglienza. L\u2019indifferenza di fronte al dramma dei migranti, dei profughi e dei rifugiati, in questi anni ha visto tantissimi prodigarsi per lanciare un messaggio di solidariet\u00e0 e di amicizia nei confronti di chi tenta di arrivare nella nostra parte del mondo. Il tema \u00e8 di dominio pubblico, spesso divide pi\u00f9 che unire, ma di certo, quando si mette al centro la vita di tutti gli esseri umani, non possiamo che generare un senso di fraternit\u00e0 umana che va oltre ogni schieramento politico, religioso e culturale. Nel 2018, durante il Festival di Sanremo, un giovane cantante, in arte Mirkoeilcane, port\u00f2 una canzone che fece riflettere e commuovere tutti perch\u00e9 diede l\u2019opportunit\u00e0 di approcciarsi al tema con gli occhi di un bambino che scappa dall\u2019Africa con la sua mamma, con la speranza di rincontrare il padre che prima di loro aveva tentato di attraversare l\u2019oceano e che non ce l\u2019ha fatta; ma questo lui non lo sa. La canzone si intitola Stiamo tutti bene, una chiara provocazione riferita a tutte quelle volte che si \u00e8 cercato di minimizzare il viaggio che porta ogni anno migliaia di persone in Europa. Il protagonista della canzone \u00e8 Mario, un bambino di sette anni e mezzo che, invitato dalla mamma, lascia il suo Paese dove giocava a calcio s\u00ec, ma con i sassi. Un viaggio raffigurato come una vacanza in cui sembra che venga sbagliata rotta, dove le persone vengono buttate in mare e a Mario, troppo piccolo per capire, viene detto che \u201cvolevano nuotare\u201d. C\u2019\u00e8 poi un uomo sulla barca \u201cche sono tre giorni che dorme che pare non respiri\u201d e a Mario, sempre troppo piccolo per capire cosa sia successo, la mamma dice che \u201cera proprio stanco.\u201d<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/immigrazione7-1024x687.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3523\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arrivo dei migranti salvati ieri 22 aprile al largo delle coste libiche, a bordo della nave P0.3 &#8220;Denaro&#8221; della guardia di finanza, Catania 23 aprile 2015.\nANSA\/ALESSANDRO DI MEO<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>\u201c\u00c8 il sesto giorno e adesso dorme pure mamma \u2013 dice ad un certo punto Mario \u2013 e un tipo magro qualche fila pi\u00f9 in l\u00e0 grida che vede la Madonna e questa barca adesso puzza di benzina e di morte e mamma ha detto di non farci caso e di essere forte, di fare il bravo bambino e star seduto qua, che mamma adesso s\u2019addormenta e raggiunge pap\u00e0.\u201d<br>Forse mettendoci nei panni di Mario, che ha visto morire sua madre, potremmo capire la paura e l\u2019angoscia di un bambino di sette anni, \u201csette e mezzo per la precisione\u201d, che urla al mondo: \u201cC\u2019\u00e8 un silenzio tutto intorno che mi mette paura, s\u2019\u00e8 fatta notte, ho freddo e in cielo non c\u2019\u00e8 neanche la luna. La gente grida, chiede aiuto ma nessuno risponde, mi guardo intorno e neanche a dirlo vedo sempre e solo onde, dopo onde, ancora onde, e allora onde evitare di addormentarmi come gli altri ed esser buttato in mare, mi unisco al coro della barca e inizio a piangere e gridare, non ho forza, chiudo gli occhi e non so neanche nuotare.\u201d Ma d\u2019altronde, alcuni pensano che \u201cstanno tutti bene\u201d. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo tutti sulla stessa barca, in mezzo ad un mare di pregiudizi che ci fanno perdere di vista che le donne, gli uomini e spesso i bambini dei quali si parla, sono esseri umani che sognano un Paese che \u00e8 capace di donare loro speranza.di Giuseppe Pacini Nel messaggio per la 107\u00aa Giornata Mondiale del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":22126,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,182],"tags":[15,21],"class_list":{"0":"post-3518","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-missioni","8":"category-missioni-cappuccini","9":"tag-15","10":"tag-missioni"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3518","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3518"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3518\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22127,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3518\/revisions\/22127"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/22126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3518"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3518"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3518"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}