{"id":3525,"date":"2022-07-01T11:29:17","date_gmt":"2022-07-01T10:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3525"},"modified":"2023-08-03T17:26:22","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:22","slug":"non-solo-trekking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3525","title":{"rendered":"Non solo trekking"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Mettersi in marcia per poterci riappropriare del nostro tempo e scoprire che in esso c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 cha appare in superficie. Il racconto di una giovane che ha percorso un tratto del Cammino dei Cappuccini, afferma la necessit\u00e0 del nostro cuore di ricercare il \u201cdi pi\u00f9\u201d della nostra vita.<br>di Lucia Clara<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Arriva il momento in cui ti viene voglia di riprenderti il tuo tempo, non tanto e non solo il tempo cronometrico, quello segnato dalle lancette dell\u2019orologio, ma quello interiore, necessario per una sana solitudine. Non vuol dire isolarsi da tutti e da tutto, quanto piuttosto rallentare il ritmo ordinario della tua giornata.<br>Nasce un po\u2019 cos\u00ec il desiderio di vivere cinque giorni lungo l\u2019itinerario del Cammino dei Cappuccini: dalla voglia di prendersi una pausa dai mille impegni e pensieri quotidiani, dal bisogno di schiarirsi le idee, di respirare aria pulita, dalla necessit\u00e0 di \u201cfermarsi\u201d, fermare i pensieri negativi, fare chiarezza su se stessi, evadere per alcuni giorni dal ritmo frenetico a cui siamo abituati a stare: un ritmo che a volte tende a farci perdere la cognizione del tempo; corriamo a destra e a sinistra, non ci fermiamo mai a sentire i nostri pensieri, quello che davvero vogliamo fare, dire o provare; spesso siamo troppo influenzati da tutto e da tutti da finire per andare in una direzione che forse non \u00e8 nemmeno quella che vorremmo prendere. Per questo motivo, passare cinque giorni in mezzo alla natura, staccandosi dalla dipendenza che ci crea il cellulare e vivendo con l\u2019unico scopo di camminare insieme ad altri, mi \u00e8 sembrata l\u2019esperienza giusta per me.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/image00017-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3529\" width=\"507\" height=\"676\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Con questa voglia di staccarmi da tutto, e un pizzico fondamentale di sana ingenuit\u00e0, sono partita per questa avventura dal 21 al 25 aprile scorso, da Fabriano a Camerino, nelle Marche, lungo i sentieri che da Fossombrone ad Ascoli Piceno scandiscono in 17 tappe, per un totale di quasi 400 km, il Cammino dei Cappuccini. Questa esperienza mi chiedeva di camminare ogni giorno con lo zaino sulle spalle, dal peso che variava in base alla capacit\u00e0 di sapermi staccare dalle cose materiali; vi assicuro che se tornassi indietro porterei con me giusto quei 3\/4 chili indispensabili: acqua, sapone per lavare i panni, cerottini e una scorta di carburante di 5\/6 panini. A parte gli scherzi, pur essendo una sportiva, non avevo mai camminato cos\u00ec tante ore e per questo all\u2019inizio mi sono ritrovata con qualche difficolt\u00e0. La fatica del primo giorno, ad esempio, \u00e8 stata notevole: da Fabriano a Poggio San Romualdo abbiamo percorso un tragitto di 27 km, sempre in sali e scendi \u2013 molto pi\u00f9 \u201csali\u201d che \u201cscendi\u201d \u2013 e in aggiunta l\u2019ultimo tratto lo abbiamo fatto in mezzo alla nebbia e sotto la pioggia battente. Fra Sergio Lorenzini, che \u00e8 stato l\u2019ideatore del Cammino, e nostro accompagnatore in questi cinque giorni insieme a fra Claude e fra Damiano, ha suggerito di dare un senso spirituale alle avversit\u00e0 del meteo, dicendo che il cielo ci aveva dato il suo \u201cbattesimo\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/IMG-20220422-WA0000-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3533\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Si sar\u00e0 pur trattato di un segno della benevolenza celeste, ma acqua, vento e nebbia erano un mix perfetto per decidere di tornare a casa. E cos\u00ec sarebbe stato, probabilmente, se non fosse che si \u00e8 fatto subito sentire il vero spirito di questa esperienza tramite i compagni di viaggio che si sono offerti di aiutarmi a portare lo zaino. Ho cos\u00ec resistito alla tentazione di farmi venire a prendere e di tornare a casa. In effetti, dopo questo primo ostacolo, i giorni seguenti sono stati pi\u00f9 agevoli e, pur crescendo ogni giorno la mia consapevolezza di quella che sarebbe stata la fatica e il timore di non farcela, anche il mio fisico si faceva sempre pi\u00f9 robusto e resistente. Durante il cammino si poteva godere delle bellezze del nostro territorio, con dei posti e dei panorami cos\u00ec meravigliosi che si era ripagati di ogni sforzo; inoltre, se rimaneva un po\u2019 di fiato, il tempo del cammino passava anche nella condivisione di pensieri, elaborazione di ricordi, risate con i propri compagni di viaggio, ognuno con un\u2019et\u00e0 e una storia differente da condividere.<br>Molto significativo e arricchente \u00e8 stato proprio aver avuto la possibilit\u00e0 di fare amicizia con tutti, sia con persone pi\u00f9 grandi che con i coetanei. Ho legato con diverse persone, e ognuna di queste mi ha lasciato qualcosa; una signora pi\u00f9 anziana, per esempio, nella sua semplicit\u00e0 e forza mi ha dato la carica per continuare il cammino con uno spirito diverso: lei non si \u00e8 mai lamentata, ha sempre camminato con il suo passo regolare e costante, ed \u00e8 riuscita perfino a dare la carica a noi pi\u00f9 giovani. Davvero fantastica!<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/IMG_20220423_114326-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3531\" width=\"520\" height=\"693\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Ho stretto amicizia anche con le altre persone che mi hanno aiutato durante il cammino. Una parola di conforto, un sorriso, uno scambio di battute, sono stati ingredienti semplici ma fondamentali per vivere al meglio questa esperienza. Non solo: ho anche avuto modo di legare ulteriormente con persone che gi\u00e0 conoscevo, condividendo vecchi ricordi e creandone di nuovi.<br>Una delle pi\u00f9 belle sensazioni vissute \u00e8 stata per me quella di ritrovare una connessione che non aveva nulla a che fare con quella che abbiamo ogni giorno con i nostri telefoni: questa non \u00e8 reale, quella che ho percepito invece lo era. Ho sperimentato armonia fra il mio spirito e il mio corpo, ho percepito equilibrio, i miei pensieri finalmente erano pi\u00f9 chiari, non dovevo pensare a nulla se non a camminare, usavo l\u2019energia solo per cose strettamente necessarie come mangiare, camminare, fare due chiacchiere. Nonostante i vari acciacchi mi sentivo rigenerata, e questa bella sensazione l&#8217;ho portata con me anche nei giorni successivi al cammino.<br>Proprio a tal riguardo, devo ammettere che i ricordi \u201cbelli\u201d hanno completamente messo in secondo piano quelli \u201cbrutti\u201d. Come non ricordare le serate passate a commentare e raccontare la giornata appena trascorsa, mangiando, dato che la fame era tanta, fin quasi ad abbuffarci? Addirittura, quando avevamo un po\u2019 di energia, siamo riusciti pure a cantare qualche canzone o a fare qualche gioco in scatola.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/IMG-20220422-WA0056-1024x769.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3534\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Alla fine dei cinque giorni sono tornata a casa, ovviamente stanca, ma con gli occhi che mi brillavano; il mio corpo mi ha ringraziato, i miei occhi hanno visto solo paesaggi stupendi e, cosa non da poco, sono stata lontana dallo stress del telefono. Veramente bello! A distanza di un mese mi rendo conto che bisognerebbe fare un\u2019esperienza simile almeno due volte all\u2019anno, per potersi riconnettere con s\u00e9 stessi.<br>Sono consapevole che la realt\u00e0 che si vive ordinariamente mette di fronte a sfide ben differenti rispetto a quelle che si vivono in un\u2019esperienza come quella che ho appena raccontato, dove l\u2019unico obiettivo era sostanzialmente di arrivare a fine percorso. Nella vita di tutti i giorni siamo sottoposti continuamente a sfide, a volte piccole, ma altre volte pi\u00f9 grandi di noi, almeno all\u2019apparenza: sfide veramente difficili da superare.<br>Eppure, nello stesso tempo, questa esperienza mi ha anche suggerito qualche intuizione su cosa \u00e8 il \u201ccammino della vita\u201d. In fondo anche la vita ti mette alla prova; anche la vita ti mette di fronte alle tue fragilit\u00e0 che vanno semplicemente accolte e conosciute per poterle poi affrontare al meglio. Anche la vita reale ti insegna e ti porta a capire che non sei da solo e che non devi per forza portarti tutto il peso sulle spalle, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno pronto a darti una mano nel momento in cui ne hai pi\u00f9 bisogno. Infine, la cosa per me pi\u00f9 bella: non bisogna sentire la debolezza come se fosse un difetto perch\u00e9, nel momento in cui ricevi aiuto, ti stai solo ricaricando e preparando a poter essere tu d\u2019aiuto per qualcun altro. Solo se ci si aiuta in maniera reciproca si riesce ad arrivare tutti, insieme, alla fine della salita. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettersi in marcia per poterci riappropriare del nostro tempo e scoprire che in esso c\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 cha appare in superficie. 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