{"id":3584,"date":"2022-07-26T20:40:21","date_gmt":"2022-07-26T19:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3584"},"modified":"2023-08-03T17:26:22","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:22","slug":"il-religioso-lieto-nel-signore-e-il-religioso-vano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3584","title":{"rendered":"Il religioso lieto nel Signore e il religioso vano"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Il Dio di Francesco &#8211; e quello cristiano &#8211; \u00e8 colui che gioisce della gioia dell\u2019uomo perch\u00e9 la gloria di Dio \u00e8 l\u2019uomo vivente; il Dio di Ges\u00f9 \u00e8 gioia, e con abbondanza la vuole donare agli uomini.<br>di fra Pietro Maranesi<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Beato quel religioso che non ha giocondit\u00e0 e letizia se non nelle santissime parole e opere del Signore e, mediante queste, conduce gli uomini all\u2019amore di Dio con gaudio e letizia. Guai a quel religioso che si diletta in parole oziose e frivole e con esse conduce gli uomini al riso.<\/em><br>XX ammonizione di S. Francesco d&#8217; Assisi<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><br>Il tema proposto \u00e8 molto particolare: come, attraverso le parole, condurre gli altri alla letizia vera o a una letizia falsa, cio\u00e8 come condurli al \u201csorriso\u201d o, invece, al \u201criso\u201d.<br>La nostra Ammonizione lega il raggiungimento della letizia allo scambio delle parole tra gli uomini. Ed esso, secondo le due parti a contrasto del testo, pu\u00f2 avvenire in due modi opposti (e con due soluzioni differenti), in base ai soggetti coinvolti: nella prima parte ritroviamo il triangolo della vita, composto da Dio, dal religioso e dagli altri, dentro il quale soltanto nasce una parola che dona letizia e \u201csorriso\u201d, mentre nella seconda si assiste ad un rapporto tra il religioso e gli altri che, per\u00f2, si incontrano mediante parole vane che danno solo il \u201criso\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/beautiful-cheerful-woman-giggles-positively-covers-2022-03-05-16-19-13-utc-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3585\" width=\"652\" height=\"435\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Il religioso della prima parte (vv. 1-2) \u00e8 beato perch\u00e9 si pone dentro un flusso \u00abdi gaudio e letizia\u00bb che nasce da Dio, passa dentro di lui e, attraverso lui, giunge agli altri uomini. In fondo la questione centrale della prima parte \u00e8 stabilire quale sia la fonte della giocosit\u00e0 e della letizia. E la risposta \u00e8 precisa: \u00e8 Colui che \u00e8 \u201cgiocoso\u201d e \u201clieto\u201d in assoluto e pienamente, cio\u00e8 Dio, che \u00e8 il \u201csorriso\u201d. Ma non solo: la fonte della gioia e della letizia ha acquistato forma nel Signore e, ancor pi\u00f9 precisamente, \u00abnelle santissime parole e opere del Signore\u00bb, una storia diventata evangelo, cio\u00e8 una \u201cbuona notizia\u201d, quella che fa gioire il cuore. Egli, per dirla con un\u2019espressione bellissima di Francesco, \u00e8 la \u00abparola fragrante\u00bb che Dio ha rivolto e donato a noi (1LetFed 1). \u00c8 quella parola con la quale il mistero dell\u2019Amore dice di s\u00e9 fino in fondo, diventando per noi una \u201cbuona notizia\u201d. La fragranza di quella Parola risiede nel fatto che con essa Dio dice la verit\u00e0 di s\u00e9, comunica il suo essere il \u201cDio con noi\u201d, parola che nasce dal suo cuore e lo fa diventare un cuore umano in Cristo. E ascoltare questa \u00abparola fragrante\u00bb costituisce il motivo di giocondit\u00e0 e letizia dell\u2019uomo. Egli ascolta una parola che, parlando del cuore di Dio e mostrandolo in Cristo, giunge al suo stesso cuore toccandolo nella verit\u00e0 della sua carne, cio\u00e8 nei suoi desideri e nelle sue aspirazioni. Quella \u00abparola fragrante\u00bb diventa letizia e giocondit\u00e0 perch\u00e9 tocca i bisogni della nostra vita offrendo parole sfamanti e nutrienti a favore di una umanit\u00e0 pi\u00f9 umana. \u00c8 da qui che ognuno deve attingere \u201cfragranza\u201d nel rivolgersi al fratello che gli \u00e8 accanto. Da qui soltanto pu\u00f2 trovare parole che siano \u201cbuone\u201d, con le quali non si limita a ripetere qualcosa che \u201cfunziona\u201d e \u201cfa effetto\u201d sugli altri, ma dona parole che parlino di s\u00e9 stesso, comunichino la verit\u00e0 della propria umanit\u00e0 che ha ricevuto incontrando la Parola fragrante. Se ci\u00f2 che dice non sgorga da questa fonte, da questa verit\u00e0, da questa appartenenza, non potr\u00e0 creare un dialogo dal quale far nascere giocondit\u00e0 e letizia. Solo se le sue parole dicono di s\u00e9, perch\u00e9 toccato dalla Parola, e si offrono con semplicit\u00e0 e verit\u00e0 ai bisogni, alle ansie, alle paure del suo fratello, esse possono diventare un dono fragrante che sfama, e dunque regala giocondit\u00e0 e letizia, cio\u00e8 che d\u00e0 la gioia del sorriso perch\u00e9 conduce il fratello \u201call\u2019amore di Dio\u201d, al suo sorriso eterno che riempie l\u2019universo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/reliable-volunteer-helping-aged-person-with-crossi-2021-09-03-14-19-23-utc-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3589\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>In tutto ci\u00f2 si potrebbe dire che Francesco stia illustrando quale sia la natura del dialogo vero, utile, costruttivo, nutriente tra gli uomini: esso deve essere triangolare in una continuit\u00e0 tra i tre spigoli, legati dalla circolarit\u00e0 delle \u201cparole fragranti\u201d che nascono dalla Parola eterna, diventata Verbum crucifixum (secondo un\u2019espressione di san Bonaventura) per trasformare e rendere libere, vere, fragranti le nostre parole, e cos\u00ec farle diventare fonte di gaudio e di letizia per coloro a cui sono donate. Sfamati dalla Parola, per diventare parola buona, fragrante, da offrire agli affamati di senso, e condurli a sorridere in Dio: questa \u00e8 la natura del dialogo. Fuori di questa dinamica triangolare le parole diventano solo parole \u201cvuote\u201d.<br>Ed \u00e8 il caso del religioso della seconda parte che vive il guaio delle \u00abparole oziose e vane\u00bb, cio\u00e8 delle parole vuote, senza sapore n\u00e9 fragranza (v. 3). Sono oziose perch\u00e9 non parlano di s\u00e9, e dunque non sono dette per costruire rapporti veri e profondi, e di conseguenza sono vane, inutili perch\u00e9 senza sostanza e senza un vero contenuto che nutra e dia gioia a chi le ascolta: esse infatti non parlano della Parola. La natura vuota e vana di esse dipende da una doppia condizione. Innanzitutto lo spazio dialogico ha perso uno spigolo fondamentale della vita: le parole scambiate non hanno pi\u00f9 un contatto diretto con la Parola; quello spazio della parola si \u00e8 ristretto a due soggetti, perdendo l\u2019orizzonte che dava all\u2019incontro tra essi l\u2019ultima consistenza e saporosit\u00e0 dialogica. In secondo luogo, e per conseguenza, cambia la sorgente da cui esse nascono: non scaturiscono dalla verit\u00e0 del cuore dell\u2019uomo che le pronuncia, dalla sua umanit\u00e0 e dalla sua carne, per essere condivise con semplicit\u00e0 e affidate al fratello perch\u00e9 ascolti la Parola, ma da uno spazio vuoto, cio\u00e8 neutro (e forse falso) nel quale ci sono le parole che servono e possono essere scelte secondo le convenienze e le opportunit\u00e0. E all\u2019interno di questo grande contenitore, a cui tutti possono attingere, sapendo di non dover usare le altre \u2013 quelle della propria umanit\u00e0 che sono, perci\u00f2, parole difficili e impegnative \u2013 vi \u00e8 un genere di parole vuote e vane molto pericolose. Esse infatti tentano di catturare l\u2019altro offrendogli quello che lui vuole sentire. Sono quelle parole che sollazzano e incantano cos\u00ec da condurre \u00abgli uomini al riso\u00bb. Sono quelle parole vuote e oziose con le quali si vuole essere simpatici e spigliati, intelligenti e interessanti per distrarre dalla propria verit\u00e0 e attrarre l\u2019altro; esse sono quelle parole con le quali noi tentiamo di far \u201cstar bene\u201d l\u2019altro con noi, in uno spazio vuoto e vano in cui non c\u2019\u00e8 condivisione di umanit\u00e0 ma solo di banalit\u00e0, superficialit\u00e0 e voglia di primeggiare nell\u2019essere riconosciuto \u201csimpatico\u201d. Il risultato \u00e8 il \u201criso\u201d l\u2019uno con l\u2019altro, e forse l\u2019uno dell\u2019altro. Quest\u2019uomo \u00e8 in un guaio perch\u00e9 incapace di fare di s\u00e9 una \u201cparola vera\u201d e dunque incapace di diventare una \u201cparola buona\u201d. Quest\u2019uomo \u00e8 nei guai perch\u00e9 in fondo \u00e8 solo, senza parole da ascoltare e da offrire.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/people-laughing-at-the-party-2022-02-02-03-56-28-utc-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3590\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Un\u2019ultima considerazione riguarda la contrapposizione, spesso qui proposta, tra \u201csorriso\u201d e \u201criso\u201d. Perch\u00e9 a mio avviso i due atteggiamenti dominano il testo di Francesco. La giocondit\u00e0 e la letizia hanno una prima parola che li contiene e li esprime pienamente: il sorriso, quello buono e vero. Ed esso partecipa del sorriso di Dio, perch\u00e9 Egli \u00e8 il sorriso, che gioisce e si rallegra nel vedere che \u201ctutto \u00e8 molto buono\u201d, e che si regala a tutti con abbondanza e gratuit\u00e0. Il sorriso nasce dalla consapevolezza di essere guardati da questo Sorriso e di voler essere manifestazione dialogica all\u2019altro di quella Bellezza piena di giocondit\u00e0 e letizia. Le parole vane e improduttive, vuote e doppie (secondo le opportunit\u00e0 e i vantaggi che offrono) sono riassunte invece nel \u201criso\u201d. Se Dio \u201csorride\u201d, il dia-bolo \u201cride\u201d, contento di aver impedito l\u2019incontro di vita tra i due uomini in dialogo, ispirando loro solo parole vuote, quelle che dividono senza dirlo, o che fanno stare insieme senza farli incontrare, che diventano come una patina protettiva per non dover toccare veramente l\u2019altro ed essere toccati da lui. E allora \u00e8 vero che \u201csi sorride insieme\u201d e \u201csi ride da soli\u201d. \u2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Dio di Francesco &#8211; e quello cristiano &#8211; \u00e8 colui che gioisce della gioia dell\u2019uomo perch\u00e9 la gloria di Dio \u00e8 l\u2019uomo vivente; il Dio di Ges\u00f9 \u00e8 gioia, e con abbondanza la vuole donare agli uomini.di fra Pietro Maranesi Beato quel religioso che non ha giocondit\u00e0 e letizia se non nelle santissime parole [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":22409,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,6],"tags":[15,35],"class_list":{"0":"post-3584","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-spiritualita","8":"category-voce-francescana","9":"tag-15","10":"tag-maranesi"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3584","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3584"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22410,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3584\/revisions\/22410"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/22409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}