{"id":3648,"date":"2022-12-12T18:49:28","date_gmt":"2022-12-12T17:49:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3648"},"modified":"2023-08-03T17:26:03","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:03","slug":"la-grande-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3648","title":{"rendered":"La grande differenza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\">di fra Sergio Lorenzini<\/p>\n\n\n\n<p>Guardai prima lui e poi Tom, e pensai che tra gli uomini non c\u2019\u00e8 una differenza, nell\u2019intelligenza o nella razza, profonda quanto la differenza tra chi sta male e chi sta bene.\u201d La frase, estratta dal romanzo del 1925 Il grande Gatsby, dell\u2019americano Francis Scott Fitzgerald, \u00e8 sulle labbra di Nick, il narratore, e, pur detta quasi di sfuggita, contiene una potente verit\u00e0. Molte sono le differenze in base alle quali marchiamo delle distinzioni nelle persone: intelligenti o stolte, benestanti o indigenti, colte o ignoranti, generose o avare, belle o brutte, bianche o nere, giovani o anziane, e cos\u00ec via. Tra tutte per\u00f2, ravvisa lo scrittore, la pi\u00f9 grande differenza \u00e8 \u201ctra chi sta male e chi sta bene.\u201d Male che pu\u00f2 essere malattia del corpo o del cuore, ma che, in ogni caso, intacca alla radice lo stato di salute dell\u2019uomo mutandone la condizione. C\u2019\u00e8 un prima e un dopo molto netto in chi \u00e8 toccato dal male, e il passaggio \u00e8 dato dallo spartiacque del dolore. Dolore che non lascia mai come trova. Scriveva, a tal proposito, il filosofo francese Gustave Thibon ne La scala di Giacobbe: \u201cIl male \u00e8 una mola: a seconda della tempra delle nostre virt\u00f9, le consuma fino al nulla o le affina fino a Dio. La sofferenza ha questo di vero e di profondo: che ci fa necessariamente o salire o scendere: non conosce status quo, n\u00e9 linea orizzontale, essa porta in cielo o all\u2019inferno. Chi cammina nel dolore non cammina mai in pianura.\u201d<br>\u00c8 una provocante verit\u00e0: il dolore pone l\u2019uomo su un piano inclinato che non gli consente di proseguire innanzi sullo stesso livello. Il dolore sfida l\u2019uomo e nel duello sono chiamate in campo la volont\u00e0 e l\u2019intelligenza. La prima anzitutto: arrendersi e lasciarsi andare, abbandonandosi alla gravit\u00e0 della situazione, che trascina in basso fino all\u2019annullamento di s\u00e9, o richiamare nell\u2019intimo tutte le forze di cui si dispone per avviarsi all\u2019ardua salita, piantando gli occhi a terra, al passo successivo, pi\u00f9 che alla cima? Ma il salire a testa bassa ha pur bisogno di essere alimentato da una speranza che ne irrobustisca le motivazioni, altrimenti, come descrive il salmo 73, l\u2019uomo si disorienta: \u00abQuando era amareggiato il mio cuore e i miei reni trafitti dal dolore, io ero insensato e non capivo, stavo davanti a te come una bestia\u00bb. Nel dolore \u00e8 la fede che illumina l\u2019intelligenza rendendola capace di quell\u2019intus-legere che, sotto la superficie di ci\u00f2 che accade, coglie un pi\u00f9 profondo strato di verit\u00e0. Luce che nulla toglie, neanche un grammo, alla pesantezza della croce, ma che offre su di essa uno sguardo nuovo, pasquale. Nel libro del Siracide \u00e8 detto: \u00abAccetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perch\u00e9 l\u2019oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore\u00bb (Sir 2,3-5). Allora s\u00ec, grande \u00e8 la differenza tra chi sta bene e chi sta male, ma pi\u00f9 grande ancora \u00e8 quella tra chi dalla scala del dolore scende agli abissi o, come speriamo per ciascuno di noi, sale fino al cielo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di fra Sergio Lorenzini Guardai prima lui e poi Tom, e pensai che tra gli uomini non c\u2019\u00e8 una differenza, nell\u2019intelligenza o nella razza, profonda quanto la differenza tra chi sta male e chi sta bene.\u201d La frase, estratta dal romanzo del 1925 Il grande Gatsby, dell\u2019americano Francis Scott Fitzgerald, \u00e8 sulle labbra di Nick, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3649,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,27,6],"tags":[15,42],"class_list":{"0":"post-3648","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-attualita","8":"category-editoriale","9":"category-voce-francescana","10":"tag-15","11":"tag-lorenzini"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3648"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22107,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3648\/revisions\/22107"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}