{"id":3652,"date":"2022-12-14T11:47:45","date_gmt":"2022-12-14T10:47:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3652"},"modified":"2023-08-03T17:26:03","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:03","slug":"ero-forestiero-e-mi-avete-ospitato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3652","title":{"rendered":"Ero forestiero e mi avete ospitato"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><br>Papa Francesco nell\u2019enciclica Fratelli tutti ci pone davanti a una secca alternativa: o nemici o fratelli. I frati cappuccini di Fossombrone testimoniano la loro esperienza di accoglienza di alcuni profughi ucraini.<br>di fra Fabio Chiodi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br>Il 24 febbraio 2022 l\u2019esercito russo varca il confine dell\u2019Ucraina. Ognuno di noi ha in mente quelle immagini di persone che scappano, andando come possono verso il confine per sfuggire alle bombe e per trovare un angolo di pace.<br>Nessuno \u00e8 rimasto indifferente a ci\u00f2 che stava accadendo e non sono mancate le richieste per accogliere chi stava scappando dalla propria terra, divenuta ormai uno scenario di morte.<br>Questo invito ha donato l\u2019opportunit\u00e0 alla nostra fraternit\u00e0 di poter riflettere insieme sulla possibilit\u00e0 di ospitare qualcuno, in quanto il nostro convento di Fossombrone ha degli spazi che sono rimasti poco utilizzati dall\u2019inizio della pandemia da Covid19. \u201cAvere a disposizione delle stanze\u201d \u2013 dicevamo \u2013 \u201ce non utilizzarle per chi, in questo momento, \u00e8 in cerca di stabilit\u00e0, sarebbe ingiusto\u201d. Infatti, avere qualcosa di proprio e non disporlo per chi ne ha bisogno, \u00e8 una mancanza di fronte alla giustizia. San Basilio, commentando il Vangelo di Luca al capitolo 18, dice in maniera dura: \u201cChi \u00e8 il ladro? Chi sottrae ci\u00f2 che appartiene a ciascuno. E tu non sei avaro? Non sei ladro? Ti sei appropriato di quello che hai ricevuto perch\u00e9 fosse distribuito [\u2026]. Il pane che tieni per te \u00e8 dell\u2019affamato; dell\u2019ignudo il mantello che conservi nell\u2019armadio; dello scalzo i sandali che ammuffiscono a casa tua; del bisognoso il denaro che tieni nascosto sottoterra. Cos\u00ec commetti ingiustizia contro altrettante persone quante sono quelle che avresti potuto aiutare\u201d.<br>Queste parole mostrano un concetto di giustizia che, senza dubbio, invitano ad una riflessione sull\u2019uso che facciamo dei beni che riteniamo siano di nostra propriet\u00e0 e che hanno guidato anche la scelta di dare la nostra disponibilit\u00e0 ad accogliere alcune persone.<br>Nel dare tale disponibilit\u00e0, in realt\u00e0, non ci siamo fatti troppe domande sul come avremmo gestito l\u2019accoglienza, su come avremmo trovato il sostentamento per tutti e in quali altre situazioni ci saremmo trovati; sapevamo solo che avevamo dello spazio e che lo avremmo utilizzato per i profughi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/profughi-ucraina-1024x819.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3658\" width=\"612\" height=\"489\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>Cos\u00ec \u00e8 iniziata la nostra avventura: i primi arrivi risalgono al 28 marzo e gli ultimi al 25 aprile. In tutto sono arrivate dodici persone, delle quali sei maggiorenni e sei minorenni (la pi\u00f9 piccola di 8 mesi e il pi\u00f9 grande di 14 anni). Da allora sono passati molti giorni che si sono rivelati tanto intensi quanto arricchenti. Vorrei di seguito riportare alcune riflessioni che ci sono venute durante questa esperienza dell\u2019accoglienza che, a mio avviso, ci ha permesso di guardare oltre il solo concetto di giustizia.<br>In primo luogo, ci siamo resi conto che, quando si parla di accoglienza, non si tratta solo di strutture immobili, ma si tratta di \u201caprire le porte e la vita&#8221;. I nostri ospiti non sapevano dove erano e come sarebbe stata la loro vita con noi, ma dall\u2019altra parte non lo sapevamo neanche noi. Posso dire che, dal loro ingresso, la nostra vita \u00e8 stata quasi totalmente assorbita dalla gestione dell\u2019ospitalit\u00e0: l\u2019ambientamento degli ospiti, la spesa, gli spostamenti, le questioni burocratiche e sanitarie che si devono affrontare in questi casi, la scuola per i bambini, la cucina, le necessit\u00e0 personali, hanno riempito le nostre giornate e i nostri pensieri, il tutto reso ancora pi\u00f9 complesso dalla difficolt\u00e0 linguistica che si cercava di alleggerire con il traduttore dello smartphone e che il pi\u00f9 delle volte risultava poco esatto. Non riuscivamo a far programmi: ogni giornata era una novit\u00e0 perch\u00e9 non sapevi cosa sarebbe successo; era come se avessimo avuto dodici figli da seguire tutti in una volta e che non sapevano come muoversi. Accogliere prende il tempo, la testa, le risorse, le emozioni, il cuore\u2026 la vita. Credo non sia possibile pensare a una accoglienza reale che non coinvolga l\u2019esistenza, non bastano gli spazi.<br>Un\u2019altra riflessione che mi sento di condividere \u00e8 il fatto che l\u2019accoglienza non ammette preferenze.<br>Con questo vorrei smontare l\u2019idea poetica di un\u2019accoglienza dove ci si capisce, ci si sente gratificati e dove l\u2019ospite \u00e8 come vorrei io, e fa quello che mi aspetto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Imagoeconomica_1703533-scaled-1-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3660\" width=\"571\" height=\"381\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">STAZIONE TRENI LVIV LEOPOLI PERSONE ASPETTANO I TRENI PER LA POLONIA PROFUGHI<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><br>La sfida, ma anche la bellezza dell\u2019accoglienza, consiste nell\u2019aprire le braccia a chi viene, cos\u00ec com\u2019\u00e8: bello o brutto, simpatico o antipatico, lavoratore o scansafatiche, collaborativo o indisponente e cos\u00ec via. Accogliere vuol dire spesso complicarsi la vita ed entrare in relazione con l\u2019altro che non mi sono scelto e con il quale non \u00e8 detto che la convivenza andr\u00e0 sempre bene.<br>Infine, non per importanza, vorrei mettere in evidenza la provvidenza che noi frati abbiamo sperimentato in questo periodo. Ho riportato pi\u00f9 volte che noi abbiamo dato la disponibilit\u00e0 dei locali e della nostra presenza, ma il resto \u00e8 venuto tutto dalla generosit\u00e0 delle persone che girano attorno al nostro convento. La gente che non ha avuto la possibilit\u00e0 di accogliere ha davvero sostenuto chi l\u2019ha fatto. Abbiamo sentito e sperimentato la vicinanza di tantissime persone che non ci hanno fatto mancare nulla, sia materialmente che umanamente. Sostegni economici, generi alimentari, animazione per i bambini, centri estivi e addirittura un corso di italiano. Persone disponibili per i trasporti, per la spesa e per qualsiasi altra cosa fosse necessaria. Da ogni parte abbiamo sperimentato l\u2019abbraccio del Signore attraverso il cuore delle persone che davvero ci hanno custodito e sostenuto in questa avventura e che alla fine si \u00e8 allargata al di fuori delle mura del nostro convento.<br>Tirando le somme, ora che i nostri ospiti sono andati in altre abitazioni, mi viene da dire che questa esperienza, faticosa in tanti frangenti, ci ha aperto gli occhi di fronte a tanta ricchezza che il Signore ci dona attraverso l\u2019altro. Questa accoglienza ci ha fatto assaporare qualcosa che va oltre la giustizia e che non ci produciamo da soli, ma che dona il Signore: l\u2019amore, quello che, come dice papa Francesco nella Fratelli Tutti, tende \u00abverso la comunione universale\u00bb; \u00abNessuno matura n\u00e9 raggiunge la propria pienezza isolandosi. Per sua stessa dinamica, l\u2019amore esige una progressiva apertura, maggiore capacit\u00e0 di accogliere gli altri, in un\u2019avventura mai finita che fa convergere tutte le periferie verso un pieno senso di reciproca appartenenza. Ges\u00f9 ci ha detto: \u201cVoi siete tutti fratelli\u201d (Mt 23,8)\u00bb. \u2022<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/51915579175_bdda4f7270_o-scaled-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3659\" width=\"633\" height=\"421\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco nell\u2019enciclica Fratelli tutti ci pone davanti a una secca alternativa: o nemici o fratelli. 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