{"id":3665,"date":"2023-05-05T09:05:28","date_gmt":"2023-05-05T08:05:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vocefrancescana.it\/?p=3665"},"modified":"2023-08-03T17:26:03","modified_gmt":"2023-08-03T17:26:03","slug":"non-peccare-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=3665","title":{"rendered":"Non peccare pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>di fra Sergio Lorenzini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pecco, \u00e8 vero, ma pecco per non peccare pi\u00f9, per strapparmi questa spina carnale, per non essere trascinato in guai maggiori. Questo il Signore lo sa\u201d.<br>Il monologo assolutorio \u00e8 del principe Fabrizio Salina, personaggio principale de Il Gattopardo, mentre sta per bussare alla porta di Mariannina, giovane contadina ben disposta ad accogliere i desideri del principe.<br>L\u2019elucubrata argomentazione si presta come radiografia delle arguzie partorite per aggirare gli avvertimenti della coscienza.<br>La prima: \u201cPecco per non peccare pi\u00f9\u201d. Mi concedo al peccato, ma solo per questa volta. Domani ritrover\u00f2 nuove forze per resistere. La seconda: pecco \u201cper strapparmi questa spina carnale\u201d. La tentazione si presenta seducente e presto convince della sua irresistibilit\u00e0, che di lei cio\u00e8 non ci si pu\u00f2 liberare se non assecondandola. Un nostro anziano e sagace frate diceva con una battuta: &#8220;\u00e8 semplice far passare una tentazione\u2026 basta soddisfarla!&#8221;. E sapendo d\u2019aver detto cosa bislacca ci timbrava sopra un ridente occhiolino. La terza: pecco &#8220;per non essere trascinato in guai maggiori\u201d. Calcisticamente si direbbe: salvarsi in calcio d\u2019angolo, vale a dire, concedere un male minore per evitare qualcosa di peggio. La quarta: \u201cIl Signore lo sa\u201d. Far leva sulla propria debolezza per reclamare comprensione dal Signore. La quinta, che segue di alcune righe il testo citato, detta dal principe in riferimento alla moglie che stava per tradire: \u201cSono un uomo vigoroso ancora; e come fo ad accontentarmi di una donna che, a letto, si fa il segno della croce prima di ogni abbraccio e che, dopo, nei momenti di maggiore emozione non sa dire che: \u2018Gesummaria!\u2018\u2026 La vera peccatrice \u00e8 lei!\u201d. Alias, scaricare sugli altri le proprie colpe: scagionarsi cercando attenuanti, attribuire ad altri la responsabilit\u00e0 dei propri errori.<br>Molti, ci mostra il principe Salina, sono gli argomenti che ciascuno pu\u00f2 cavare dalla mente per giustificare i propri cedimenti. Se nonch\u00e9 cos\u00ec facendo ci si ritrova come colui che, agitandosi per salvarsi dalle sabbie mobili, vi affonda sempre di pi\u00f9. Perci\u00f2, in contrasto ai nostri comuni sdoganamenti, stanno le parole nette e senza alibi di Francesco d\u2019Assisi: \u00abDobbiamo avere in odio i nostri corpi con i loro vizi e peccati, poich\u00e9 il Signore dice nel Vangelo: Tutte le cose cattive, i vizi e i peccati escono dal cuore\u00bb (Lettera ai fedeli); e ancora: \u00abCi sono molti che, quando peccano o ricevono un torto, spesso incolpano il nemico o il prossimo. Ma non \u00e8 cos\u00ec, poich\u00e9 ognuno ha in suo potere il nemico, cio\u00e8 il corpo, a causa del quale pecca\u00bb (Ammonizione X).<br>Sembra strano, ma c\u2019\u00e8 un odio da coltivare: l\u2019odio del peccato.<br>C\u2019\u00e8 una battaglia da condurre senza sconti: quella contro il male che si annida in noi. Al contrario del principe Salina, noi diciamo: \u201cNon pecco, per non peccare pi\u00f9, non pecco per strapparmi questa spina carnale, non pecco per non essere trascinato in guai maggiori\u201d. E soprattutto: \u201cNon pecco per non privarmi della gioia piena dell\u2019amore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di fra Sergio Lorenzini Pecco, \u00e8 vero, ma pecco per non peccare pi\u00f9, per strapparmi questa spina carnale, per non essere trascinato in guai maggiori. 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