{"id":8448,"date":"2020-06-25T14:10:40","date_gmt":"2020-06-25T14:10:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.missionicappuccini.it\/?p=8448"},"modified":"2023-08-03T17:28:26","modified_gmt":"2023-08-03T17:28:26","slug":"il-diario-dello-studente-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=8448","title":{"rendered":"IL DIARIO DELLO STUDENTE"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"WordSection1\">\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\">UN\u2019ESPERIENZA CHE TI TOGLIE IL FIATO!<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La valigia pronta ai piedi del letto per la partenza e una notte insonne accompagnata da mille dubbi e infinite curiosit\u00e0. Arriviamo al villaggio a Soddo in Etiopia, un villaggio costruito da Padre Marcello Signoretti, un italiano che ha venduto tutto in Italia, e con i soldi ricavati ha costruito questo centro aiutato dai frati cappuccini. Sono ospiti ragazzi della zona, con gravi difficolt\u00e0 e spesso abbandonati dalle loro famiglie, accolti in stanzoni con 12-14 letti a castello. Poveri, umili, ma sempre con il sorriso. Un sorriso disarmante e incomprensibile per chi arriva, come noi, da un paese nel quale ci arrabbiamo e andiamo in depressione se il parrucchiere ci ha fatto un taglio di 2 millimetri pi\u00f9 corto rispetto a quello richiesto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><i>Quello che mi ha stupito sin dal primo istante?<\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">La loro disponibilit\u00e0, <b>il loro ringraziare la vita in ogni momento della giornata<\/b>, il loro buonumore e la mancanza di risentimento o rabbia. Avrebbero mille motivi per maledire la vita, invece sorridono. Partivamo ogni giorno per vedere villaggi, asili, scuole e nelle campagne, abbiamo visto situazioni irraccontabili. Un giorno mi sono avvicinata a dei bambini dentro una baracca fatta di paglia e fango. Il posto migliore per dormire viene riservato agli animali: capre e asinelli, utilizzati per il latte e il lavoro nei campi. <b>I bimbi dormono ammassati uno sull\u2019altro<\/b>, sporchi, affamati, esili, con gli occhi grandi che ti guardano come a volerti fare chiss\u00e0 quali domande. Vorrei abbracciarli tutti e portarli via con me! Accompagnarli una sera al cinema, portarli in un ristorante a mangiare una pizza, renderli felici per un giorno, magari comprandogli un vestito elegante o un paio di scarpe da calcio facendogli fare una partita con un pallone vero. Ma so che non sar\u00e0 mai possibile e le lacrime scendono. In quel momento, con gli occhi lucidi, esco dalla capanna perch\u00e9 quello che vedo fa male al cuore e non sono abituata a vedere tanta povert\u00e0, anzi <b>nemmeno immaginavo potesse esistere!<\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Mi vergavo di avere troppo in mezzo a tanto niente. In un giorno nuvoloso visitiamo un ospedale. So che le parole non riusciranno a descrivere ci\u00f2 che gli occhi e il cuore hanno vissuto. Sono seguite infatti notti insonni, con la mente che provava inutilmente a cancellare le immagini e le mani impegnate ad asciugare le lacrime. Un ospedale all&#8217;aperto dove uomini e donne affetti da elefantiasi erano su delle panche e avevano ognuno una bacinella per i piedi che serviva probabilmente per lenire il dolore. Ho cercato di distogliere lo sguardo, non sono riuscita a guardare per pi\u00f9 di un minuto come in un film dell\u2019orrore. Le scuole dell\u2019infanzia, con tantissimi bambini, e poche aule, circa 60 bambini ogni aula. Pochi quaderni, poche penne, pochi libri, poco di tutto! Mi sembrava di vivere la vita di un altro e il ritorno ancora pi\u00f9 strano, come un pacco lanciato da un elicottero che si ritrova spaesato in una terra sconosciuta. Al ritorno a casa, una vita di mezzo sospesa tra quanto vissuto in Africa e quanto da riprendere in Italia. Gli amici, i familiari che ti fanno domande, che ti interrogano e tu che non hai voglia di rispondere e vedere nessuno, non per mancanza di educazione, ma perch\u00e9 ti senti strana e incompresa come sospesa a met\u00e0. Non hai abbastanza parole n\u00e9 fiato per urlare al mondo che dopo quello che hai vissuto non ti senti pi\u00f9 adatta n\u00e9 a vivere qua come prima, n\u00e9 a rivivere la.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><b>SAI SOLO CHE LA TUA VITA \u00c8 CAMBIATA PER SEMPRE!<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right;\" align=\"right\">Greta Palmucci,<br \/>\nstudentessa dell\u2019Istituto Bonifazi di Civitanova Marche.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN\u2019ESPERIENZA CHE TI TOGLIE IL FIATO! La valigia pronta ai piedi del letto per la partenza e una notte insonne accompagnata da mille dubbi e infinite curiosit\u00e0. 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