{"id":8710,"date":"2020-09-14T10:36:39","date_gmt":"2020-09-14T10:36:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.missionicappuccini.it\/?p=8710"},"modified":"2023-08-03T17:28:08","modified_gmt":"2023-08-03T17:28:08","slug":"la-mia-africa-ad-occhi-chiusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cappuccinimarche.org\/?p=8710","title":{"rendered":"LA MIA AFRICA AD OCCHI CHIUSI"},"content":{"rendered":"<div>\n<div class=\"WordSection1\">\n<div>\n<div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 10pt; line-height: 115%; text-align: left;\" align=\"center\"><span style=\"font-size: 12pt;\">Il sentimento di essere fratelli e figli dello stesso padre, questo \u00e8 quello che cerco nell\u2019Africa. In un\u2019Africa che per\u00f2 non ho ancora vissuto direttamente e per cui sento un\u2019emozione scombussolante: la voglia di prendere e partire. E vorrei fosse cos\u00ec semplice, ma non lo \u00e8 ed \u00e8 giusto che non lo sia, quindi non ne ho ancora avuto la possibilit\u00e0. Proprio per questo, la domanda di Giuseppe, \u201cMa tu come vedi l\u2019Africa? Come la vedi prima di partire?\u201d, mi ha messo non poco in difficolt\u00e0. Mi sono trovata senza parole e soprattutto senza una risposta, io che solitamente straparlo e sproloquio ogni volta che ne ho l\u2019opportunit\u00e0. A quel punto ho dovuto per forza capire perch\u00e9 non riuscissi a strutturare un pensiero preciso e ho fatto due conti con me stessa. Ebbene, esplorando la giungla di idee e concetti che collego all\u2019Africa, mi sono resa conto del fatto che effettivamente esiste un prima e un dopo, nelle esperienze. Banale s\u00ec, ma mica poi cos\u00ec tanto quando sei completamente proiettato sul dopo, tanto da non renderti conto di come sei e cosa provi prima. Per questo non avevo parole: non consideravo cosa significasse il prima. Rispondere alla domanda di Giuseppe significava allora mettere in chiaro la persona e le sensazioni che provo adesso, prima di partire. Da quel momento affermo con certezza che io l\u2019Africa, prima di partire, la vedo occhi chiusi. La osservo e, nel farlo, la vivo, nelle foto di chi ci \u00e8 stato, nelle parole di chi \u00e8 tornato, nelle stoffe colorate del mercatino missionario, nei piatti particolari della serata etnica. Ad occhi chiusi tocco i tessuti robusti e seguo la musica. Ad occhi chiusi ascolto il ritmo e partecipo alle danze. Ad occhi chiusi respiro e sento l\u2019aria africana. Ad occhi chiusi vivo una mia idea di Africa, modellata sulle testimonianze dei volontari e dei missionari, sul loro servizio, sul loro aver cura, sul loro lavoro. Ma peccherei di superficialit\u00e0 se vedessi nell\u2019Africa solo la bellezza di una cultura diversa e interessante, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, molto di pi\u00f9, e l\u2019unica richiesta che ci viene presentata \u00e8 di non essere superficiali. Se qualcuno si limita a vedere l\u2019Africa solo in bianco e nero, noi dobbiamo immaginare i colori dietro quel bianco e nero, dobbiamo scoprire il contesto, arrivare in profondit\u00e0. C\u2019\u00e8 una foto, scattata durante un viaggio di missione in Etiopia, che ritrae un ragazzo mentre abbraccia una donna; non c\u2019\u00e8 luce al di fuori di quella che illumina i soggetti, due persone che si abbracciano, nessun colore. Chiaro, mi ha catturato fin dal primo sguardo. Quando poi mi \u00e8 stato spiegato il contesto di quella foto, la storia di quel ragazzo tornato a casa dopo aver vissuto tanto tempo in strada, il lavoro ed il senso del villaggio dei ragazzi sorridenti, la volont\u00e0 di riscattarsi e di cambiare, la possibilit\u00e0 per i ragazzi di tornare a casa e riavvicinarsi alle loro famiglie, dopo aver saputo tutto questo, quella foto non solo mi cattura, ma mi emoziona. A questo punto la foto acquista i colori del contesto, della situazione e delle emozioni che nasconde. Questo \u00e8 quello che intendo quando dico che dobbiamo andare in profondit\u00e0, anche se teniamo gli occhi chiusi, anche se non possiamo partire per una missione, anche se restiamo in Italia. Padre Marcello, nel documentario Zebegna, lo spiega bene: \u00e8 importante il lavoro che si fa in Italia, perch\u00e9 rende possibile quello nelle terre di missione. Quindi si, per ora vedo e vivo l\u2019Africa ad occhi chiusi, consapevole del fatto che c\u2019\u00e8 del lavoro da fare e che voglio farlo, in qualsiasi modalit\u00e0 mi venga richiesto, nel frattempo aspetto che si presenti il momento di partire e di vedere l\u2019Africa finalmente con gli occhi aperti.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 10.0pt; line-height: 115%; text-autospace: none;\"><span lang=\"it\" style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%;\">. <i>Alessia Conti, amica speciale e volontaria delle Missioni Estere Cappuccini Onlus.<\/i><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"MsoNormal\"><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<\/div>\n<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sentimento di essere fratelli e figli dello stesso padre, questo \u00e8 quello che cerco nell\u2019Africa. 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